Consulenza finanziaria per le PMI, mano che muove un pezzo degli scacchi in un ufficio con skyline urbano sullo sfondo

Il 98% del credito alle imprese non passa dai mediatori creditizi. Perché?

2%

del credito alle imprese passa da agenti e mediatori creditizi

Nel credito corporate la distribuzione specializzata resta marginale, nonostante il peso crescente degli intermediari negli altri segmenti.

Il terzo rapporto Oam-Prometeia, presentato a Roma alla fine di aprile 2026, restituisce una fotografia precisa del mercato del credito italiano. Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi hanno intermediato, nel 2025, il 77% della cessione del quinto dello stipendio e della pensione e il 42% dei mutui residenziali. Nel credito alle imprese, appena il 2% del totale. Un’industria da 2-2,2 miliardi di euro di fatturato, che in dieci anni ha più che raddoppiato il proprio peso rispetto agli sportelli bancari, davanti alle imprese si ferma a una quota residuale.

Quota intermediata da agenti e mediatori nel mercato del credito italiano
Segmento Quota intermediata Lettura del dato Scenario
Cessione del quinto 77% Mercato fortemente presidiato dalla distribuzione specializzata. Modello consolidato
Mutui residenziali 42% Presenza rilevante degli intermediari nel rapporto tra cliente e banca. Intermediazione matura
Credito alle imprese 2% Quota ancora marginale, nonostante il peso economico del settore. Spazio di crescita

Il rapporto indica la ragione principale nelle competenze richieste: leggere un bilancio, valutare un fabbisogno finanziario complesso, dialogare con la direzione crediti di una banca, sono attività diverse da quelle su cui si è costruita la distribuzione del credito al consumo. Pesano anche altri due fattori. Molte imprese di dimensione media trattano direttamente con la propria banca di riferimento. E il credito corporate comporta istruttorie più articolate, meno standardizzabili, meno remunerative per il modello su cui la mediazione tradizionale si è sviluppata.

Nel lavoro quotidiano al fianco delle piccole e medie imprese del territorio, la domanda che osserviamo più di frequente non è dove trovare i soldi. È quale soluzione sia coerente con il piano industriale, con gli obiettivi di crescita, con l’equilibrio finanziario dell’azienda. A questa domanda risponde raramente una sola figura professionale: il commercialista segue fisco e adempimenti, la banca eroga credito secondo le proprie politiche di rischio, il mediatore creditizio facilita l’accesso a un finanziamento specifico. Tenerli insieme nel tempo è un mestiere che ancora pochi presidiano.

Gli strumenti, peraltro, si sono moltiplicati. Oltre al credito bancario tradizionale e alla finanza agevolata, oggi un’impresa può strutturare un’operazione di minibond, aprirsi a private debt, far entrare un investitore nel capitale per finanziare un piano di crescita che il solo debito non potrebbe sostenere. Sono strumenti che richiedono una logica diversa dalla richiesta di un prestito: un piano industriale credibile, una struttura societaria adeguata, tempi di esecuzione più lunghi. Conoscerli non basta, occorre saper scegliere quale, quando, e in che proporzione rispetto al resto della struttura finanziaria.

Le principali strade finanziarie oggi disponibili per una PMI
Strumento Quando serve Requisito chiave Logica
Credito bancario Finanziare liquidità, investimenti, circolante o consolidamento. Merito creditizio e sostenibilità del rimborso. Debito tradizionale
Finanza agevolata Ridurre il costo di investimenti coerenti con bandi e incentivi. Progetto ammissibile e documentazione corretta. Leva pubblica
Minibond Raccogliere capitale di debito fuori dal canale bancario ordinario. Piano industriale credibile e struttura societaria adeguata. Mercato dei capitali
Private debt Sostenere operazioni di crescita, acquisizione o riorganizzazione. Numeri solidi, governance chiara e visibilità sui flussi futuri. Debito specializzato
Equity / investitori Finanziare crescita che il solo debito non potrebbe sostenere. Apertura del capitale e condivisione del percorso strategico. Capitale di rischio

È in questo spazio che opera Grifo Corporate Finance, la società del gruppo Grifo dedicata alla finanza d’impresa per le Pmi. Il suo ruolo è di consulenza e pianificazione strategica: affianca l’imprenditore nella lettura del fabbisogno, nella costruzione del piano, nella scelta tra gli strumenti disponibili, lavorando in continuità nel tempo e non sulla singola operazione. Grifo Corporate Finance non media l’accesso al credito. Quando l’impresa ha bisogno di un finanziamento bancario, quell’attività è svolta da GrifoFinance, società del gruppo iscritta all’OAM come mediatore creditizio con numero M538, nel rispetto del perimetro regolatorio che disciplina quella professione.

Il dato Oam-Prometeia descrive un settore con ampio margine di crescita, a condizione che chi vi opera investa in competenze specifiche e in un accompagnamento che vada oltre la singola operazione. È la direzione in cui Grifo Corporate Finance ha scelto di muoversi.

FAQ

Domande frequenti sulla finanza per le PMI

La consulenza finanziaria per le PMI aiuta l’impresa a leggere il proprio fabbisogno, valutare la sostenibilità del debito e scegliere gli strumenti più coerenti con il piano industriale. Non riguarda solo la richiesta di un finanziamento, ma l’equilibrio complessivo della struttura finanziaria aziendale.

Il credito corporate richiede competenze diverse rispetto al credito al consumo o ai mutui residenziali. Servono capacità di lettura dei bilanci, valutazione dei flussi, dialogo con le banche e comprensione del progetto imprenditoriale, elementi che rendono l’intermediazione meno standardizzabile.

Oltre al credito bancario, una PMI può valutare finanza agevolata, leasing, factoring, minibond, private debt o ingresso di investitori nel capitale. La scelta dipende dal tipo di fabbisogno, dalla solidità aziendale, dai tempi dell’operazione e dagli obiettivi di crescita.

Serve quando l’impresa deve finanziare investimenti, crescita, circolante, acquisizioni, riorganizzazioni o consolidamento del debito. È utile soprattutto quando la domanda non è soltanto quanto credito ottenere, ma quale soluzione sia sostenibile e coerente con la strategia aziendale.

La mediazione creditizia facilita l’accesso a un finanziamento presso banche o intermediari abilitati, nel rispetto del perimetro regolatorio previsto. La consulenza finanziaria d’impresa lavora invece sulla pianificazione, sulla struttura del fabbisogno e sulla scelta degli strumenti più adatti nel medio periodo.

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Credito alle imprese · Mediazione creditizia · Finanza PMI

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Nel credito alle imprese non basta chiedere un finanziamento. Occorre capire quale soluzione sia coerente con il fabbisogno reale dell’azienda, con il piano industriale, con la sostenibilità del debito e con il rapporto con il sistema bancario.

Fabbisogno finanziario
Analisi della necessità reale: liquidità, investimenti, circolante, consolidamento o crescita aziendale.
Accesso al credito
Valutazione della bancabilità, della documentazione necessaria e delle possibili soluzioni di finanziamento.
Soluzione coerente
Individuazione dello strumento più adatto tra credito bancario, leasing, factoring, finanza agevolata o altre soluzioni per PMI.

GrifoFinance, mediatore creditizio iscritto OAM al n. M538, affianca imprese e professionisti nell’accesso al credito, nella valutazione delle soluzioni finanziarie disponibili e nel dialogo con il sistema bancario.

La richiesta verrà trasmessa esclusivamente a GrifoFinance S.r.l. all’indirizzo [email protected].
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