I gestori di fondi più solidi del 2026: cosa dicono i dati e cosa fare con queste informazioni
La classifica annuale dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza (ITQF) per il 2026 ha analizzato circa 40.000 fondi commercializzati in Italia su un orizzonte di cinque anni. Non è l’unico ranking disponibile, ma è tra i più metodologicamente strutturati: assegna punteggi in base alla capacità di ogni gestore di collocare i propri fondi nel primo o secondo quartile di rendimento nella rispettiva categoria. Il risultato è una fotografia della continuità, non di un singolo anno favorevole.
I dati meritano attenzione, a condizione di sapere come utilizzarli in sede di valutazione del portafoglio.
Chi emerge dalla classifica 2026
Nel segmento Italia Big — gestori con patrimoni superiori a 5 miliardi di euro — il titolo di “Migliore” va ad Anima, con 225 punti e il 42% dei fondi nel primo quartile, seguita da Fideuram (220 punti, 52% nel primo quartile). Sul fronte internazionale, DWS guida con 160 punti e il 77% dei fondi nei primi due quartili, seguita da Lazard (70% nel primo quartile) e JPMorgan Asset Management.
Cosa significa, concretamente, avere il 42% dei fondi nel primo quartile? Significa che quasi la metà della gamma di un gestore ha battuto almeno il 75% dei competitor nella propria categoria nel periodo analizzato. Non è garanzia di risultati futuri, ma indica una struttura organizzativa e un processo di investimento che tendono a produrre risultati sopra la media in modo sistematico, non per effetto di un singolo fondo anomalo.
| Gestore | Segmento | Punteggio | 1° quartile | Top 2 quartili | Riconoscimento |
|---|---|---|---|---|---|
| Anima SGR | Italia Big | 225 | 42% | 84% | Migliore |
| Fideuram | Italia Big | 220 | 52% | 52% | Top |
| Amundi | Italia Big | 95 | — | — | Top |
| Fideuram AM (Eurizon) | Italia Medium | 120 | 29% | 57% | Migliore |
| L&B Capital | Italia Small | 45 | 50% | 75% | Migliore |
| DWS | Internazionale | 160 | 46% | 77% | Migliore |
| Lazard | Internazionale | 75 | 70% | — | Top |
| JPMorgan AM | Internazionale | 60 | 50% | — | Top |
| Fonte: ITQF — Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, classifica 2026. Analisi su circa 40.000 fondi commercializzati in Italia, orizzonte 5 anni. Il punteggio misura la distribuzione per quartile di rendimento nella rispettiva categoria Morningstar. I dati si riferiscono a performance passate; i risultati futuri possono differire. | |||||
Il contesto strutturale che cambia le regole del gioco
La classifica va letta sullo sfondo di un cambiamento strutturale che sta ridisegnando l’industria del risparmio gestito a livello globale. Secondo i dati del Thinking Ahead Institute, gli asset in gestione dei 500 maggiori gestori mondiali hanno raggiunto quasi 140.000 miliardi di dollari a fine 2024, con le strategie indicizzate (passive) che rappresentano ormai il 39% del totale, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente.
Questa dinamica ha implicazioni dirette per chi valuta un portafoglio in fondi attivi: la pressione competitiva sui costi della gestione attiva è strutturalmente crescente. I gestori che mantengono posizioni di primo quartile in questo contesto lo fanno nonostante commissioni mediamente più alte rispetto all’alternativa passiva. Il merito è reale, ma il costo rimane un parametro non trascurabile.
| Voce | Quota AUM | Variazione annua | AUM stimato | Tendenza |
|---|---|---|---|---|
| Gestione passiva (indicizzata) | 39,0% | +6,1% | ~54.600 Mld $ | |
| Gestione attiva | 61,0% | –3,6% | ~85.300 Mld $ | |
| AUM totale top 500 | 100% | +9,4% | 139.900 Mld $ | |
| Quota top 20 gestori | 47,0% | +1,5 pp | 65.800 Mld $ | |
| BlackRock (1° mondiale) | ~8,2% totale | +15% | >11.500 Mld $ | |
| Fonte: Thinking Ahead Institute, Global 500 Asset Managers Report, gennaio 2026. AUM al 31 dicembre 2024. Le variazioni percentuali si riferiscono al confronto anno su anno. I dati sui singoli gestori includono fondi comuni, ETF e mandati istituzionali. | ||||
Come integrare questi dati nella valutazione del portafoglio
Una classifica di performance è un punto di partenza, non un punto di arrivo. I parametri aggiuntivi da verificare sistematicamente prima di qualsiasi valutazione sono:
Il TER effettivo, che deve includere non solo la commissione di gestione del fondo ma anche il costo della piattaforma di distribuzione o del promotore. La differenza tra TER dichiarato e costo totale per l’investitore può essere rilevante.
La coerenza con il profilo MiFID dell’investitore. Un fondo nel primo quartile della categoria azionari mercati emergenti resta inadeguato per un profilo conservativo o con un orizzonte temporale inferiore a cinque anni.
Il confronto con l’ETF equivalente nella stessa categoria. In alcune classi di attivo — azionario USA large cap, ad esempio — la gestione attiva fatica storicamente a battere l’indice dopo i costi. In altre — small cap, mercati emergenti, obbligazionario flessibile — il gestore può aggiungere valore misurabile.
La stabilità del team di gestione. I rendimenti di un fondo sono spesso legati a specifici gestori. Un cambio di gestore principale azzera il valore predittivo della performance storica.
Il punto operativo
Le classifiche 2026 confermano che alcuni gestori italiani e internazionali producono risultati superiori alla media in modo non episodico. Questo è un’informazione utile. Non è però sufficiente per costruire o revisionare un portafoglio: va integrata con un’analisi del costo totale, della coerenza con il profilo di rischio e del confronto con le alternative passive disponibili. Chi gestisce risparmio in modo professionale lo sa già. Chi non lo fa — e si affida a classifiche per decidere dove investire — rischia di ottimizzare la variabile sbagliata.
Domande frequenti
Secondo la classifica ITQF 2026, che ha analizzato circa 40.000 fondi su un orizzonte di cinque anni, nel segmento Italia Big il riconoscimento di “Migliore” va ad Anima SGR (225 punti, 42% dei fondi nel primo quartile), seguita da Fideuram con 220 punti. Sul fronte internazionale, DWS guida con 160 punti e il 77% dei fondi nei primi due quartili, seguita da Lazard e JPMorgan Asset Management.
Significa che il fondo ha battuto almeno il 75% dei competitor nella propria categoria nel periodo analizzato. Non garantisce performance future, ma indica un processo di investimento strutturalmente efficace e non il risultato di un singolo anno favorevole.
I parametri aggiuntivi essenziali sono: il TER effettivo comprensivo dei costi di distribuzione, la coerenza con il proprio profilo MiFID, il confronto con l’ETF equivalente nella stessa categoria e la stabilità del team di gestione nel tempo. Un cambio di gestore principale azzera il valore predittivo della performance storica.
Dipende dalla classe di attivo. In segmenti come l’azionario USA large cap, la gestione passiva tende storicamente a prevalere dopo i costi. In altri — small cap, mercati emergenti, obbligazionario flessibile — un gestore selezionato con continuità di risultati può aggiungere valore misurabile rispetto all’indice. La quota di gestione passiva a livello globale ha raggiunto il 39% degli AUM totali a fine 2024, in crescita strutturale.
Il contenuto di questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza in materia di investimenti ai sensi della normativa MiFID II. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti a un consulente abilitato.
