ISEE 2026: la riforma che cambia le regole del gioco (e che nessuno vi sta spiegando davvero)
La Legge di Bilancio 2026 non ha semplicemente “alzato qualche soglia”. Ha riscritto la logica del calcolo per cinque delle prestazioni sociali più diffuse in Italia. Ecco perché la maggior parte degli articoli che circolano sull’argomento vi sta raccontando solo metà della storia.
Il problema che la riforma non dice apertamente
Per anni, il sistema ISEE ha incorporato una distorsione strutturale difficile da giustificare: una famiglia operaia proprietaria della casa in cui vive veniva penalizzata rispetto a una famiglia con redditi equivalenti ma in affitto. Il patrimonio immobiliare dell’abitazione principale entrava nel calcolo con una franchigia di soli 52.500 euro — una soglia rimasta invariata dal DPCM 159/2013, mentre i valori catastali nelle principali città metropolitane italiane si sono rivalutati costantemente.
Il risultato concreto: nuclei familiari del tutto privi di liquidità, con un mutuo trentennale in corso, si ritrovavano con un ISEE artificialmente gonfiato dal valore della casa che stavano ancora pagando, e perdevano l’accesso a bonus e agevolazioni a cui avrebbero avuto diritto per reddito effettivo.
La riforma introdotta dall’art. 1, comma 208, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 interviene su questo squilibrio. Non lo elimina del tutto — sarebbe operazione assai più complessa — ma lo riduce in modo significativo per le prestazioni che più direttamente toccano le famiglie con figli e in condizione di vulnerabilità.
La struttura tecnica della riforma: non un ISEE nuovo, ma un binario parallelo
Questo è il punto che quasi tutti gli articoli semplificano eccessivamente, con il rischio di generare aspettative errate.
La Legge di Bilancio 2026 non modifica il Regolamento ISEE generale (il DPCM 159/2013). Il calcolo ordinario dell’ISEE, quello che serve per rette universitarie, tariffe asili comunali, agevolazioni TARI, accesso alle RSA e decine di altri servizi, rimane invariato nelle sue regole.
Ciò che viene introdotto è tecnicamente denominato “ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione” — un indicatore parallelo, calcolato con criteri più favorevoli, valido esclusivamente per cinque prestazioni tassativamente individuate dalla norma:
- Assegno di Inclusione (ADI)
- Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
- Assegno Unico Universale (AUU)
- Bonus asilo nido
- Bonus nuovi nati
Per tutto il resto, le vecchie regole restano in vigore. Chi leggerà altrove che “la prima casa viene esclusa dall’ISEE” in senso assoluto sta leggendo un’informazione imprecisa.
Cosa cambia davvero: le due leve della riforma
Leva 1
Franchigia sulla prima casa: da 52.500 a 91.500 euro (e oltre)
La soglia di esclusione del valore dell’abitazione principale dal patrimonio ISEE viene innalzata come segue:
| Situazione | Franchigia precedente | Franchigia 2026 |
|---|---|---|
| Comune ordinario | 52.500 € | 91.500 € |
| Comune capoluogo di città metropolitana | 52.500 € | 120.000 € |
| Per ogni figlio convivente (dal 2° in poi) | + 2.500 € | + 2.500 € |
Il valore di riferimento è quello IMU dell’immobile (non il valore di mercato). Sopra la soglia, il valore eccedente concorre al calcolo per due terzi — regola invariata rispetto al passato.
I capoluogo di città metropolitana rilevanti ai fini della soglia da 120.000 euro includono Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bologna, Bari, Venezia, Genova, Reggio Calabria, Messina, Catania, Palermo e Cagliari.
Esempio pratico (caso reale Milano): Una famiglia con due figli residente a Milano, proprietaria di un appartamento dal valore catastale ai fini IMU di 180.000 euro:
- Vecchie regole: franchigia 52.500 €, valore eccedente considerato per ⅔ = 85.000 € inclusi nel patrimonio ISEE
- Nuove regole: franchigia 122.500 € (120.000 + 2.500 per il secondo figlio), valore eccedente per ⅔ = 38.333 € inclusi nel patrimonio ISEE
La differenza — oltre 46.000 euro di patrimonio che scompare dal calcolo — può essere determinante per rientrare nelle soglie di accesso a una o più prestazioni.
Leva 2
Scala di equivalenza: finalmente riconosciuto il secondo figlio
La scala di equivalenza è il denominatore del calcolo ISEE divide il reddito equivalente del nucleo per il numero di componenti ponderati. Un parametro più alto abbassa l’ISEE finale.
La riforma introduce una maggiorazione per i nuclei con due figli, corregge tutti i coefficienti per le famiglie con tre o più figli, e aumenta ogni maggiorazione di 0,05 punti rispetto ai valori previgenti.
| Numero di figli | Scala di equivalenza vecchia | Scala di equivalenza 2026 |
|---|---|---|
| 1 figlio | nessuna maggiorazione specifica | — |
| 2 figli | nessuna maggiorazione (come figlio unico) | +0,15 (nuova) |
| 3 figli | +0,35 | +0,40 |
| 4 figli | +0,50 | +0,55 |
| 5+ figli | +0,60 | +0,65 |
Per le famiglie con due figli, questo è il cambiamento più rilevante: prima erano equiparate ai nuclei con figlio unico, ora ottengono una maggiorazione dedicata che riduce strutturalmente l’ISEE calcolato.
I cinque bonus interessati: chi guadagna quanto
Assegno Unico Universale
La relazione tecnica alla manovra stima che circa 2,64 milioni di figli beneficino di un incremento dell’assegno pari mediamente a 10 euro mensili. Non si tratta di un allargamento della platea ma di un aumento degli importi per chi già lo percepisce con ISEE intermedio. Le risorse stanziate per questa voce ammontano a 340 milioni di euro. Per i mesi di gennaio e febbraio 2026, gli importi continuano a essere calcolati sull’ISEE 2025 in corso di validità.
Assegno di Inclusione (ADI)
La stima ufficiale indica circa 14.000 nuclei aggiuntivi che rientreranno sotto la soglia di 10.140 euro grazie alle nuove regole, con importi medi attorno a 710 euro mensili. La spesa pubblica aggiuntiva stimata è di 119,3 milioni nel 2026.
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
Circa 2.300 potenziali beneficiari in più, con un impatto stimato di 13,8 milioni di euro aggiuntivi.
Bonus asilo nido e bonus nuovi nati
Entrambi beneficiano delle nuove regole di calcolo, con effetti in termini sia di accesso che di importo, ancora in fase di quantificazione precisa in sede attuativa.
Stanziamento complessivo della riforma: 465,5 milioni di euro per il 2026.
La fase transitoria: cosa succede adesso (e cosa non funziona ancora)
Questo è il punto che nessun articolo chiarisce con sufficiente precisione, con il rischio di generare attese disattese o, peggio, domande presentate e respinte per ragioni tecniche.
Situazione attuale (marzo 2026):
- La norma è in vigore dal 1° gennaio 2026 (Legge n. 199/2025)
- L’INPS ha adeguato i propri sistemi informatici e rilascia il valore del nuovo “ISEE-bis” in modalità transitoria
- Il decreto interministeriale (Ministero del Lavoro + MEF) che approverà i nuovi modelli DSU ufficiali non è ancora stato pubblicato
- Le nuove attestazioni ISEE formalmente aggiornate non sono ancora disponibili per tutte le situazioni
- Le domande che risultano negative con l’ISEE ordinario vengono temporaneamente sospese dall’INPS e riesaminate automaticamente con il nuovo indicatore più favorevole, senza necessità di ulteriori azioni da parte del cittadino
- Comuni, Regioni ed enti locali hanno 90 giorni dall’emanazione del decreto ministeriale per adeguare i propri regolamenti interni
Conseguenza pratica: chi presenta oggi una DSU per le cinque prestazioni indicate ottiene già il beneficio delle nuove regole in via applicativa, ma l’attestazione ufficiale potrebbe non riflettere ancora il valore aggiornato nelle sue diciture formali. L’INPS comunica il valore dell'”ISEE-bis” separatamente al richiedente.
Come calcolare il proprio nuovo ISEE: guida operativa
Il calcolo segue questa sequenza:
1. Determinare il reddito complessivo del nucleo (ISR) Redditi 2024 di tutti i componenti, con le deduzioni previste (spese mediche, affitto, etc.)
2. Calcolare il patrimonio immobiliare netto
- Valore IMU della prima casa
- Applicare la nuova franchigia (91.500 o 120.000 euro a seconda del comune, più 2.500 per ogni figlio dal secondo)
- Sul valore eccedente, calcolare i due terzi
- Aggiungere il valore degli altri immobili
3. Calcolare il patrimonio mobiliare Saldi conti correnti, depositi, titoli al 31/12/2024. Nota: i titoli di Stato continuano a essere esclusi nelle DSU precompilate; nelle DSU autodichiarate l’esclusione va dichiarata esplicitamente.
4. Calcolare l’ISE (Indicatore della Situazione Economica) ISE = ISR + (Patrimonio immobiliare × 0,05) + (Patrimonio mobiliare × 0,20)
5. Applicare la nuova scala di equivalenza Dividere l’ISE per il coefficiente aggiornato in base alla composizione del nucleo familiare
Il risultato è l’ISEE — per le cinque prestazioni indicate, utilizzare il calcolo con le nuove franchigie e i nuovi coefficienti.
Il punto di vista di GrifoFinance: cosa significa questa riforma per la pianificazione finanziaria familiare
La riforma ISEE 2026 non è solo una misura di welfare. È un segnale normativo che merita di essere letto in prospettiva più ampia.
Primo: la scelta di creare un “binario parallelo” anziché modificare il regolamento generale rivela la consapevolezza del legislatore che una revisione strutturale del DPCM 159/2013 è politicamente e tecnicamente complessa. Il sistema a doppio binario è una soluzione di transizione, non un assetto definitivo.
Secondo: l’innalzamento della franchigia sulla prima casa corregge parzialmente una distorsione, ma non risolve il problema principale del patrimonio immobiliare nell’ISEE: il fatto che misuri la ricchezza potenziale senza considerare la liquidità effettiva. Una famiglia con una casa del valore di 200.000 euro e zero liquidità non è in posizione finanziaria migliore di una famiglia in affitto con 30.000 euro in banca. Su questo, il legislatore ha scelto di non intervenire.
Terzo: per chi accede a mediazione creditizia, mutui e prodotti finanziari destinati alle famiglie, la riforma amplierà la platea di chi può accedere a prodotti abbinati a soglie ISEE — da alcune forme di crowdlending a garanzie pubbliche condizionate alla situazione economica del richiedente. È un’informazione operativamente rilevante per chi valuta opzioni di finanziamento.
Cosa fare adesso: checklist operativa
✅ Verificare il valore catastale IMU della propria abitazione principale (disponibile nel rogito o richiedibile al Comune)
✅ Presentare la DSU 2026 — redditi 2024 e patrimonio al 31/12/2024 — se si accede o si intende accedere a una delle cinque prestazioni riformate
✅ Per chi ha già l’ISEE 2026 calcolato con le vecchie regole: non è necessario ripresentare la DSU — l’INPS ricalcola automaticamente
✅ Per i nuclei con due figli: verificare che la DSU riporti correttamente la composizione del nucleo nel Quadro A del Modulo MB.1 (l’INPS ha già abilitato la sezione in via transitoria)
✅ Per i residenti nelle città metropolitane: verificare l’applicazione della soglia da 120.000 euro anziché 91.500
✅ Attendere il decreto interministeriale per le attestazioni ufficiali aggiornate — previsto entro i prossimi mesi
GrifoFinance è intermediario del credito iscritto all’OAM con numero M538. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale o previdenziale individuale. Per un’analisi della propria situazione specifica in relazione all’accesso a strumenti di credito o finanziamento, è possibile contattare i nostri consulenti.
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Le domande più frequenti sull’ISEE 2026
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No, non completamente. La Legge di Bilancio 2026 innalza la franchigia di esclusione del valore dell’abitazione principale da 52.500 euro a 91.500 euro (o 120.000 euro nei comuni capoluogo di città metropolitana). Il valore IMU che supera questa soglia continua a concorrere al calcolo per due terzi. Inoltre, le nuove regole si applicano esclusivamente a cinque prestazioni specifiche — ADI, SFL, Assegno Unico, bonus nido, bonus nuovi nati — non all’ISEE ordinario usato per tutti gli altri servizi.
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No. L’INPS ricalcola automaticamente il nuovo indicatore (cosiddetto ISEE-bis) per tutte le DSU già presentate dal 1° gennaio 2026. Le domande che risultano negative con l’ISEE ordinario vengono temporaneamente sospese e riesaminate d’ufficio con il nuovo indicatore più favorevole, senza necessità di ulteriori azioni da parte del cittadino.
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Le nuove regole si applicano tassativamente a cinque prestazioni: Assegno di Inclusione (ADI), Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), Assegno Unico Universale, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Per tutte le altre agevolazioni — rette universitarie, tariffe asili comunali, bonus bollette, TARI agevolata, RSA — continuano a valere le regole del Regolamento ISEE ordinario (DPCM 159/2013).
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No. La novità più rilevante riguarda i nuclei con due figli, che prima non avevano alcuna maggiorazione specifica ed erano equiparati ai nuclei con figlio unico. Dal 2026 ottengono una maggiorazione di 0,15 punti. Per i nuclei con tre o più figli, tutte le maggiorazioni esistenti aumentano di 0,05 punti. Un parametro più alto nella scala di equivalenza abbassa direttamente il valore finale dell’ISEE.
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La norma è in vigore dal 1° gennaio 2026, ma l’implementazione è in fase transitoria. L’INPS applica già il calcolo aggiornato per le cinque prestazioni interessate. Il decreto interministeriale (Ministero del Lavoro + MEF) con i nuovi modelli DSU ufficiali non è ancora stato pubblicato. I Comuni e gli enti locali avranno 90 giorni dalla pubblicazione del decreto per adeguare i propri regolamenti interni.
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Per l’Assegno Unico la riforma agisce sugli importi, non sulla platea. La relazione tecnica stima un incremento medio di circa 10 euro mensili per circa 2,64 milioni di figli. Attenzione: per gennaio e febbraio 2026, gli importi continuano a essere calcolati sull’ISEE 2025 in corso di validità. Il nuovo calcolo entra in vigore per le mensilità a partire da marzo 2026.
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Sì. Per i residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane (Milano, Roma, Torino, Napoli, Firenze, Bologna, Bari, Venezia, Genova, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria, Cagliari) la franchigia sul valore IMU dell’abitazione principale è fissata a 120.000 euro, anziché 91.500 euro. Si aggiungono 2.500 euro per ogni figlio convivente a partire dal secondo.
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No. Il bonus bollette (bonus sociale per luce, gas e acqua) e le tariffe agevolate per servizi comunali continuano a fare riferimento all’ISEE ordinario calcolato secondo il DPCM 159/2013. Le nuove franchigie sulla prima casa e la nuova scala di equivalenza si applicano esclusivamente alle cinque prestazioni indicate dalla norma.
