Fotovoltaico sui fabbricati agricoli e agroindustriali: il PNRR paga gran parte dell’impianto. Per il resto ti aiuta GrifoFinance
Il fotovoltaico sulle coperture agricole rappresenta oggi una delle opportunità più concrete del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma tra contributo pubblico e realizzazione dell’impianto esiste ancora un margine da finanziare, ed è proprio questo il punto in cui molti progetti si fermano.
Il Decreto del Ministero dell’Agricoltura del 17 dicembre 2025 ha ridefinito i parametri del Parco Agrisolare, confermando una misura che interessa migliaia di aziende agricole e agroindustriali in tutta Italia. L’obiettivo è chiaro: installare impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività, destinando l’energia all’autoconsumo aziendale. Non si tratta di speculazione energetica o occupazione di suolo fertile, ma di efficientamento diretto delle strutture produttive.
Gli interventi ammessi e le dimensioni dell’investimento
La misura finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici compresi tra 6 e 1.000 kWp su edifici quali stalle, capannoni, magazzini, depositi e stabilimenti di trasformazione. Accanto all’impianto stesso, sono ammissibili anche interventi complementari come il rifacimento delle coperture, la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, il miglioramento dell’isolamento termico e della ventilazione naturale.
Si tratta quindi di un’opportunità che va oltre la semplice installazione di pannelli solari, permettendo alle imprese di rinnovare strutture spesso obsolete e migliorare contestualmente l’efficienza energetica complessiva.
Il Parco Agrisolare prevede contributi a fondo perduto che possono arrivare a coprire una quota rilevante delle spese ammissibili (in base alla potenza dell’impianto e alle caratteristiche del beneficiario):
🔹 Impianti da 6 kWp a 200 kWp → ~80 % delle spese ammissibili
🔹 Da 200 kWp a 500 kWp → ~65 %
🔹 Da 500 kWp a 1.000 kWp → ~50 %
(quotazioni indicative basate sulle modalità tecniche già pubblicate nei bandi precedenti e aggiornate nel Regolamento Operativo).
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Potenza impianto | 6 – 1.000 kWp |
| Edifici ammessi | Fabbricati agricoli e agroindustriali |
| Contributo PNRR | Parziale (quota variabile) |
| Quota a carico impresa | Sì, da finanziare |
| Soluzione finanziaria | Prestiti chirografari dedicati |
| Garanzie richieste | Nessuna ipoteca |
Il nodo finanziario: quando il contributo non basta
Qui emerge il punto critico che il dibattito pubblico spesso trascura. I contributi del Parco Agrisolare sono rilevanti, ma raramente coprono l’intero costo dell’investimento. Esiste una quota che rimane a carico dell’impresa, e i tempi di erogazione del contributo pubblico non sempre coincidono con le scadenze di pagamento verso i fornitori.
Un’azienda agricola che intende realizzare un impianto da 200 kWp con interventi di bonifica amianto può trovarsi a dover anticipare somme considerevoli, anche a fronte di un contributo assegnato. La liquidità immediata diventa quindi elemento determinante per trasformare un progetto approvato in un impianto realmente operativo.
La soluzione finanziaria: prestiti chirografari dedicati
Per colmare questo gap, GrifoFinance segue le imprese agricole e agroindustriali nell’ottenimento di prestiti chirografari specificamente strutturati per questi investimenti. L’attività di mediazione creditizia permette di costruire soluzioni finanziarie calibrate sui flussi di cassa aziendali, senza necessità di ipoteca, che accompagnino l’investimento PNRR dall’avvio alla conclusione.
L’intervento professionale consente di tenere conto dei tempi effettivi di erogazione del contributo pubblico, delle caratteristiche patrimoniali dell’azienda e della redditività attesa dall’investimento energetico. Non si tratta semplicemente di reperire liquidità, ma di costruire un piano finanziario che renda sostenibile l’intero processo, coordinando le scadenze verso i fornitori con i flussi in entrata dal PNRR e dall’attività ordinaria.
Il vantaggio di affidarsi a una struttura specializzata sta nella capacità di presentare alle banche un progetto completo e credibile, aumentando significativamente le probabilità di ottenere condizioni favorevoli e tempi certi.
Il valore strategico dell’investimento
Un impianto fotovoltaico su copertura agricola oggi genera vantaggi economici diretti e misurabili. La riduzione dei costi energetici mensili incide immediatamente sul conto economico aziendale, aumentando la competitività dell’impresa. L’autonomia energetica diventa inoltre un elemento di continuità operativa, particolarmente rilevante per attività che richiedono alimentazione elettrica costante come gli allevamenti o i sistemi di refrigerazione.
Dal punto di vista patrimoniale, un immobile dotato di impianto fotovoltaico efficiente acquisisce maggiore valore di mercato, rappresentando un asset più attrattivo in caso di eventuali cessioni o perizie bancarie.
Tempistica e operatività
La finestra temporale per accedere al Parco Agrisolare richiede capacità organizzativa e rapidità decisionale. Una volta ottenuta l’ammissibilità al contributo, l’azienda deve essere in grado di avviare i lavori nei termini previsti, coordinando fornitori, finanziamenti e documentazione tecnica.
Proprio questa complessità operativa rende necessario un approccio strutturato, in cui la componente finanziaria sia pianificata prima dell’avvio delle procedure, non durante.
Operativamente parlando…
Il Parco Agrisolare rappresenta un’opportunità concreta per il settore agricolo e agroindustriale italiano, ma richiede una visione finanziaria completa dell’investimento. La disponibilità del contributo pubblico è condizione necessaria ma non sufficiente: serve liquidità per anticipare i costi, capacità di strutturare il debito in modo sostenibile e competenza nella gestione dei tempi burocratici.
Per le imprese che hanno già verificato la fattibilità tecnica dell’intervento, il passaggio successivo è costruire una struttura finanziaria che trasformi il progetto in realtà operativa. L’affiancamento di un mediatore creditizio specializzato nel settore agricolo può fare la differenza tra un’opportunità mancata e un investimento realizzato.
