Crowdlending vs. equity crowdfunding: quale scegliere per la tua impresa
Crowdlending vs equity crowdfunding. Le piccole e medie imprese italiane si trovano oggi di fronte a una sfida che – paradossalmente – può trasformarsi in opportunità: la necessità di diversificare le fonti di finanziamento, in un contesto in cui il credito bancario è più complesso da ottenere, i tassi di interesse stanno aumentando e la struttura del capitale è sotto pressione. In questo contesto, due strumenti di finanza alternativa stanno acquisendo un rilievo crescente: lo crowdlending (a volte chiamato business lending crowdfunding) e l’equity crowdfunding.
Ma quale dei due modelli si presta meglio al profilo della tua impresa? Quali sono i costi, i benefici, i rischi e i requisiti che dovresti conoscere prima di scegliere? In questa guida – curata da GrifoFinance, vostro riferimento nel settore fintech applicato al credito per le PMI – analizzeremo:
- definizioni e funzionamento di ciascun modello;
- quadro normativo e mercato italiano;
- differenze principali (struttura del capitale, costi, controllo, tempi);
- criteri per scegliere in base alla tua impresa;
- passaggi operativi e consigli pratici.
Alla fine avrai una mappa chiara per decidere con consapevolezza se e quando ricorrere all’equity crowdfunding o al crowdlending — oppure valutare una strategia ibrida.
Definizione e funzionamento
Equity crowdfunding
L’equity crowdfunding definisce una modalità di raccolta capitali attraverso piattaforme online autorizzate, in cui l’impresa offre quote del proprio capitale sociale agli investitori («crowd») in cambio di capitale fresco. In sostanza, gli investitori diventano soci (anche minoritari) dell’impresa, assumendo il rischio d’impresa e partecipando agli eventuali utili o plusvalenze future.
Funzionamento tipico:
- l’impresa definisce il target di raccolta (es. 200.000 €) e il valore dell’equity (pre-money) prima dell’offerta;
- pubblica un documento informativo sulla piattaforma autorizzata (per l’Italia: portali autorizzati da Consob secondo normativa);
- raccoglie sottoscrizioni da parte di singoli investitori (possono essere anche piccoli investitori retail, secondo il profilo della piattaforma);
- se la raccolta raggiunge il target minimo (o la soglia stabilita) l’operazione si chiude con successo, e viene emessa la quota societaria agli investitori. In caso contrario, la campagna può essere annullata (dipende da modalità “tutto o niente”).
- L’impresa utilizza i capitali raccolti per il proprio piano di sviluppo, e gli investitori sperano in una valorizzazione futura (utile, plusvalenza) o la distribuzione di dividendi.
Crowdlending (lending crowdfunding)
Il crowdlending – o business lending crowdfunding – è un modello in cui una impresa riceve un prestito da un insieme di investitori (la “folla”), attraverso una piattaforma online che intermedia.
In questo caso:
- l’impresa contrae un debito nei confronti degli investitori; un tasso di interesse è stabilito e il rimborso del capitale è programmato (durata, modalità, garanzie eventualmente).
- Gli investitori diventano creditori della società, ma non soci. Riceveranno l’interesse pattuito e il rimborso del capitale (se tutto va bene).
- Per l’impresa, il debito rimane nel bilancio e comporta oneri finanziari; ma non diluisce la proprietà.
- Il prestito può essere “senza garanzie” oppure con garanzie/fideiussioni/asset sottostanti, a seconda della piattaforma e del profilo rischio-emittente.
Quadro normativo e mercato italiano
Normativa rilevante
- In Italia, l’equity crowdfunding è stato normato fin dal 2013 (con il D.L. 179/2012 e la legge di conversione 221/2012) per le startup innovative.
- Il regolamento europeo Regolamento (UE) 2020/1503 (ECSP) è entrato in vigore/è stato recepito in Italia il 10 novembre 2023 e introduce un quadro unitario per i fornitori europei di servizi di crowdfunding (sia equity che lending) con maggior trasparenza e “passaporto” europeo.
- In materia di lending crowdfunding, le piattaforme italiane sono state disciplinate da specifici provvedimenti della Banca d’Italia, ad esempio con il lavoro “Il lending-based crowdfunding: opportunità e rischi”.
Dati di mercato in Italia
Equity crowdfunding
- Le campagne italiane di equity crowdfunding negli ultimi 12 mesi hanno raccolto circa €110,95 milioni.
- In un report precedente: raccolta annuale pari a € 97,79 milioni per progetti non immobiliari + € 44,10 milioni per progetti immobiliari (anno 2022) – totale ~ € 141,9 milioni.
- Il tasso di successo delle campagne è elevato (~88% o superiore) per le campagne attive.
- Alle PMI non-innovative è stata estesa la possibilità di usare questa modalità.
Crowdlending (lending crowdfunding)
- Un report del 15 novembre 2024 segnalava che le piattaforme di lending hanno erogato €168 milioni alle PMI italiane nell’ultimo periodo annuale.
- I tassi medi indicati per le campagne di lending sono saliti: esempio primo semestre 2024, rendimento atteso medio ~ 9,82%.
- Le scadenze prevalenti dei prestiti sono 12 mesi (o fino a 24 mesi).
Interpretazione
Questi dati mostrano che entrambe le modalità sono operative e disponibili sul mercato italiano, anche se l’equity crowdfunding appare ancora più consolidato sul numero di operazioni e piattaforme (anche se la raccolta non è elevissima rispetto al credito bancario tradizionale). Il crowdlending invece mostra tassi di crescita più forte e può essere una valida alternativa al prestito bancario – soprattutto per PMI con esigenze di liquidità o investimenti più brevi.
Per te, in qualità di consulente finanziario rivolto a PMI e professionisti, questi strumenti rappresentano opportunità concrete da valutare, ma vanno analizzati con cura per capire se sono coerenti con il profilo aziendale del cliente.
Differenze principali: cosa cambia tra i due modelli
Ecco una panoramica comparata che aiuta a comprendere le differenze chiave tra equity crowdfunding e crowdlending per una PMI:
| Caratteristica | Equity crowdfunding | Crowdlending (lending crowdfunding) |
|---|---|---|
| Oggetto della raccolta | Quote di capitale sociale (diventare soci) | Prestito (debito) da rimborsare con interessi |
| Diluzione del capitale | Sì – i soci (investitori) entrano nel capitale | No – non c’è diluzione della proprietà |
| Oneri finanziari | Nessun interesse fisso, ma rischio d’impresa | Interessi e rimborso del capitale |
| Profilo rischio-beneficio | Più alto potenziale di rendimento e rischio | Rendimento più prevedibile, rischio inferiore |
| Controllo/coinvolgimento | Gli investitori diventano soci; possono richiedere diritti | Gli investitori sono creditori; non entrano nel controllo societario |
| Quando è utile | Per crescita, innovazione, aumento capitale | Per liquidità, investimento specifico, breve/medio termine |
| Costi e procedure | Spesso campagne lunghe, comunicazione mktg, equity story da sviluppare | Procedura più semplice, ma richiede capacità di rimborso e spesso garanzie |
| Tempistica | Più tempo: preparazione business plan, campagna, sottoscrizione | Tempi più rapidi (dipende dalla piattaforma/valutazione) |
| Esempio reale – Italia | Raccolta equity ~ €110 milioni ultimi 12 mesi | Prestiti erogati ~ €168 milioni ultimi 12 mesi |
Quali “costi nascosti” e considerazioni
- Diluzione: Nel caso equity, l’imprenditore/degli azionisti cedono una parte del capitale. Occorre riflettere sul valore strategico della proprietà e della governance.
- Impegni di rimborso: Nel caso del lending, l’impresa assume un debito che deve essere rimborsato anche in contesti difficili. Il fallimento nel rimborso genera rischi elevati.
- Profilo imprese: Le imprese con modelli di business scalabili e alto potenziale potrebbero prediligere equity; quelle più mature, con necessità specifiche e cash flow stabili, potrebbero preferire lending.
- Costi di campagna e marketing: Per entrambi i modelli è fondamentale una corretta comunicazione, trasparenza e reputazione. Le piattaforme richiedono documentazione, business plan, e in equity spesso una “story” convincente.
- Regolamentazione e selezione: Occorre valutare la piattaforma (autorizzazione, trasparenza, track record) e l’inquadramento normativo.
- Governance e controllo: In equity crowdfunding verificare se gli investitori richiedono diritti di voto o board seat; nel lending valutare clausole, garanzie, tempi di rimborso.
- Profilo di rischio macro-congiunturale: In contesti di tassi elevati o instabilità economica, l’onere del debito può essere più oneroso; l’equity può subire svalutazioni se la crescita si rallenta.
Quale scegliere per la tua impresa: criteri di valutazione concreta
Qui inseriamo una lista di criteri che una PMI (o il consulente che la supporta) dovrebbe utilizzare per decidere tra equity crowdfunding e crowdlending.
Profilo dell’impresa
- Stadio di sviluppo: Se l’impresa è in fase seed/start up, con forte crescita attesa, l’equity crowdfunding può essere preferibile. Se è già operativa da tempo, con cash flow stabile e cerca un investimento puntuale, il crowdlending può essere adeguato.
- Capacità di generare utili/cash flow: Il crowdlending richiede capacità di rimborso; se l’impresa non è in grado di garantire flussi sufficienti, l’equity può essere meno onerosa.
- Tolleranza alla diluzione: Se gli imprenditori sono disposti a cedere parte del controllo e del capitale, l’equity è opzione; altrimenti preferire il debito.
- Strategia di crescita e piano industriale: Se serve capitale per acquisizioni, estensione del business o innovazione, l’equity può fornire “capitale paziente”.
- Tempi e urgenza: Il financiamento tramite lending può essere più rapido rispetto a una campagna di equity che richiede più tempo di preparazione e promozione.
Costi, rischi e rendimenti attesi
- Valutare il tasso di interesse, durata, garanzie richieste nel lending; nel nostro contesto italiano i tassi medi per campagne di lending sono attorno al ~9-10% annuo per le PMI.
- Nel caso equity, considerare l’importo da raccogliere, la percentuale di equity offerta, la valutazione pre-money, il rischio che la crescita non si concretizzi.
- Quanto costa gestire la campagna (ad es. consulenza, marketing, piattaforma), e quanto tempo impiega?
Trasparenza, governance e reputazione
- Verificare la piattaforma: è autorizzata? Ha esperienza? Qual è il track record?
- Verificare i termini della campagna: diritti degli investitori (in equity), clausole di rimborso (in lending), garanzie presenti, modalità di uscita per gli investitori.
- Valutare la governance dell’impresa: per equity crowdfunding, la presenza di investitori esterni può richiedere una maggiore trasparenza e rendicontazione.
Impatto sul bilancio e struttura finanziaria
- Nel caso lending: il debito aumenta la leva finanziaria, incide sul bilancio, può richiedere garanzie, può influenzare rating interno e rapporto banca-impresa.
- Nel caso equity: aumenta il capitale di rischio, migliora patrimonializzazione, ma diluisce.
Compatibilità con gli obiettivi imprenditoriali
- Se l’impresa vuole mantenere il pieno controllo e opera in un settore con bassi margini di crescita, forse il lending è più coerente.
- Se l’impresa punta ad alto potenziale, vuole accelerare e scalare e accettare investitori come partner, l’equity può essere più coerente.
Guida operativa passo-passo
Passaggi per l’equity crowdfunding
- valutazione interna e definizione del business plan: obiettivo raccolta, uso dei fondi, tempistiche.
- scelta della piattaforma autorizzata: verifica autorizzazione, track record, condizioni, costo.
- preparazione del materiale: documento informativo, video pitch, governance, exit strategy investitori.
- definizione dei termini dell’offerta: importo target, valutazione pre-money, percentuale offerta, diritti dei nuovi soci.
- promozione della campagna: marketing, coinvolgimento della community/investitori, trasparenza.
- closing della campagna: raccolta, emissione quote, aggiornamento soci, utilizzo fondi.
- post-campagna: rendicontazione agli investitori, governance, eventuale percorso di “exit” o valorizzazione delle quote.
Passaggi per il crowdlending
- valutazione del fabbisogno finanziario: quanto prestito serve, per quanto tempo, quale tasso sostenibile.
- selezione della piattaforma di lending: autorizzata, condizioni, tasso, durata, garanzie richieste.
- preparazione del materiale: bilancio, prospetto finanziario, piano di rimborso, eventuali garanzie.
- pubblicazione della richiesta di prestito: piattaforma valuta, investitori sottoscrivono la tranche.
- erogazione del prestito, utilizzo del capitale secondo piano.
- monitoraggio e rimborso: pagamenti degli interessi, rimborso capitale, eventuale comunicazione agli investitori.
Checklist di decisione rapida
- Ho un piano di crescita ambizioso e sono pronto a cedere parte del capitale → considerare equity crowdfunding.
- Ho bisogno di un prestito per un investimento concreto / liquidità e posso sostenere rimborsi → considerare crowdlending.
- Voglio evitare diluzione ma non posso garantire flussi di rimborso stabili → forse rivedere, o considerare soluzione ibrida.
- Qual è il mio orizzonte temporale? Se è breve/medio e il prestito può essere rimborsato, lending. Se è medio/lungo e crescita, equity.
- Ho considerato i costi e la complessità della campagna? Perché entrambe le modalità richiedono preparazione e governance.
Casi pratici e riflessioni per le PMI
Caso ipotetico “azienda manifatturiera consolidata”
Immaginiamo una PMI italiana operante da 15 anni nel settore manifatturiero, con 50 dipendenti, fatturato stabile, margini adeguati. L’impresa vuole acquistare un nuovo macchinario da 400.000 €, e intende finanziare l’operazione con capitale esterno.
- Se decide per metabolismo rapido, vuole evitare diluzione e può sostenere rimborsi: crowdlending appare una soluzione coerente: prestito di 400.000 € per 24 mesi con tasso (ipotizziamo) ~10%.
- Se invece l’impresa prevede un cambio strategico, espansione internazionale, e vuole partner finanziari che partecipino e “spingano” insieme: equity crowdfunding può essere una opzione, raccogliendo ad esempio 400.000 € cedendo il 10% del capitale.
Caso ipotetico “startup o PMI innovativa”
Una PMI innovativa (prodotti digitali) con potenziale di crescita internazionale ma perdite iniziali: in questo caso l’equity crowdfunding risulta più naturale, perché serve capitale senza rimborso immediato, e gli investitori sono disposti a rischiare per la crescita. Il crowdlending, con obbligo di rimborso, potrebbe risultare oneroso e rischioso.
Alcune riflessioni
- Non esiste “modello unico” migliore: la scelta dipende dal profilo dell’impresa, dal fabbisogno, dai tempi, dalla strategia.
- Le condizioni economiche (tassi, contesto macro) influiscono: in un contesto di tassi in aumento il debito diventa più oneroso; al contrario, in contesti di difficile crescita l’equity rischia svalutazione.
- Il supporto consulenziale è fondamentale: la fase di preparazione (business plan, comunicazione, governance) è cruciale per il successo della campagna.
- Le PMI italiane possono considerare questi strumenti come complementari al credito bancario, non necessariamente come sostitutivi: la diversificazione delle fonti finanziarie è una best-practice.
Perché affidarsi a GrifoFinance per accompagnare la tua impresa
Da GrifoFinance — punto di riferimento per consulenza finanziaria e mediazione del credito per PMI e professionisti — offriamo un approccio integrato che comprende:
- analisi personalizzata del fabbisogno finanziario e della struttura patrimoniale dell’impresa;
- selezione delle opzioni più adeguate (equity crowdfunding, crowdlending, oppure altri strumenti di finanza alternativa);
- accompagnamento strategico nella preparazione della campagna: business plan, valutazione, comunicazione, scelta piattaforma;
- supporto operativo nella fase di lancio e follow-up della campagna, governance e rendicontazione post-raccolta;
- integrazione nel quadro fintech/credito: grazie alla nostra esperienza nel credito d’impresa e nella consulenza finanziaria, aiutiamo le PMI a collocare questi strumenti nel contesto complessivo della finanza aziendale.
Con la nostra guida, la tua impresa non affronta da sola il percorso della raccolta via crowdfunding o crowdlending: ha al proprio fianco un partner che conosce le modalità, i rischi e le opportunità.
In sintesi: se sei una PMI alla ricerca di capitale o di liquidità e stai valutando strumenti alternativi alla banca, crowdlending ed equity crowdfunding sono due canali estremamente rilevanti — ognuno con i propri punti di forza e di attenzione.
La scelta non è banale: implica valutare il profilo dell’impresa, la strategia, il fabbisogno, il bilancio, la governance e i tempi. Con una guida professionale e un partner affidabile come GrifoFinance, puoi prendere una decisione informata e coerente, e trasformare una sfida finanziaria in una opportunità di crescita.
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