mutui a tasso variabile

Mutui: come risparmiare nel 2023 con i tassi in aumento

 

 

I titolari dei mutui a tasso variabile stanno subendo una forte pressione dalle politiche di Bruxelles, ma ci sono diverse strategie per risparmiare sulle rate

 

Gli aumenti dei tassi di interesse decisi dalla Banca Centrale Europea per combattere l’inflazione hanno avuto un forte impatto sui mutui. Dopo circa 15 anni, il tasso variabile è tornato ad essere più elevato rispetto a quello fisso, causando conseguenze significative per coloro che avevano scelto questa opzione di finanziamento con le banche.
Sembra passato un’era dal 2021, quando i tassi di interesse per i mutui a tasso variabile erano inferiori all’1,5%: oggi, invece, la soglia del 3,5% è stata superata.

È comprensibile che coloro che sono stati colpiti dall’incremento delle rate si domandino se esista un modo per risparmiare. Tuttavia, è importante sottolineare che ogni caso va esaminato individualmente. In generale, si possono prendere in considerazione tre opzioni: richiedere una rinegoziazione del mutuo, abbandonare il tasso variabile per passare a quello fisso o optare per la surroga del mutuo.

Rinegoziare il mutuo per risparmiare sulle rate

Chiedere una rinegoziazione del proprio mutuo per ottenere una riduzione delle rate mensili è sicuramente una possibilità da valutare, ma non sempre l’esito è garantito.
Spetta infatti all’istituto bancario decidere se accogliere o meno la richiesta e se concedere la ridefinizione della durata del finanziamento per ridurre il peso delle rate sul bilancio familiare.

Il profilo del richiedente gioca un ruolo determinante. Infatti, la rinegoziazione, come previsto dal Testo unico bancario, dipende dalle specifiche caratteristiche del cliente, perché la rinegoziazione non deve comportare spese o commissioni aggiuntive. Inoltre, può essere effettuata tramite una scrittura privata, senza la necessità di stipulare un nuovo atto di mutuo o di coinvolgere un notaio.

 

tassi variabili 1200x684 1

Passare dal tasso fisso al variabile

Sebbene a lungo termine il tasso variabile possa risultare una scelta vincente, in quanto la curva dell’inflazione è destinata a diminuire, chi ritiene di non avere più le adeguate coperture finanziarie può optare per il tasso fisso, che invece rimane stabile nel tempo senza causare spiacevoli sorprese.

Tuttavia, non tutti possono optare per il passaggio al tasso fisso, in quanto vi sono dei requisiti da soddisfare. In base a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2023, approvata alla fine del 2022, il mutuo in questione deve essere inferiore ai 200.000 euro, la durata residua deve essere inferiore a 25 anni e l’ISEE non deve superare i 35.000 euro.

Se si rientra nei tre parametri stabiliti dalla Legge di Bilancio 2023, si può richiedere il passaggio dal tasso variabile a quello fisso, a patto di avere un pregresso di pagamenti regolare. Tuttavia, è importante valutare ogni caso singolarmente.
Per i mutui più recenti, il nuovo tasso fisso potrebbe non essere conveniente, mentre per quelli più datati potrebbe offrire maggiori vantaggi. Il tasso fisso è calcolato come lo spread originario sommato al tasso più conveniente tra l’Irs (o Eurirs) a 10 anni e quello più vicino alla durata residua del mutuo.

 

tassi variabili 1280x720 1

Surrogare il proprio mutuo

Coloro che hanno un mutuo possono anche optare per la surroga, comunemente chiamata portabilità, che è stata istituita nel 2007 con la Legge Bersani. Tale procedura consente di trasferire il mutuo da una banca a un’altra, usufruendo delle migliori condizioni sui tassi disponibili.

Spesso, la surroga è la scelta più vantaggiosa per i clienti bancari, in quanto consente di trasferire il mutuo da un istituto ad un altro, usufruendo delle migliori condizioni di tasso disponibili.
In base al Testo Unico Bancario, la banca non può opporsi alla volontà del cliente. Durante la transizione tra il vecchio e il nuovo mutuo, è possibile rinegoziare alcune condizioni, come la tipologia di tasso d’interesse (fisso o variabile) e la durata del contratto, ma non l’importo del finanziamento.

La procedura di surroga consente ai titolari di mutui di trasferire il proprio finanziamento da una banca all’altra, usufruendo delle migliori condizioni disponibili sui tassi.
Questa opzione, introdotta nel 2007 con la Legge Bersani, è generalmente la più conveniente e le banche non possono opporsi alla volontà del cliente, come stabilito dal Testo unico bancario. Durante il passaggio, è possibile rinegoziare alcune condizioni come la tipologia di tasso di interesse (fisso o variabile) e la durata del contratto, ma non è possibile modificare l’importo del finanziamento.
È importante sapere che un mutuo può essere surrogato più volte con la stessa ipoteca e che la maggior parte delle banche richiede la prova del pagamento di almeno 6 rate per la prima portabilità e di 12 per quelle successive. In questo modo, i titolari di mutui possono cercare la soluzione più conveniente per le proprie esigenze finanziarie.

 

Se vuoi aggiornamenti o maggiori informazioni sull’argomento ed altri temi correlati, contatta i nostri mediatori creditizi lasciando un messaggio attraverso la form di contatto che trovi qui.

 


Red.