Polizze vita: come proteggersi dai rischi (spesso ignorati)

Polizze vita: come proteggersi dai rischi (spesso ignorati)

 

 

Quando i riscatti delle gestioni separate si trasformano in insidie per il contratto “più sicuro”

 

L’aumento dei rendimenti delle obbligazioni a lungo termine ha reso allettante il riscatto anticipato delle polizze vita di ramo I

La compagnia Eurovita è stata commissariata lo scorso 31 gennaio a causa di un coefficiente di solvibilità inferiore ai livelli di guardia, coinvolgendo circa 400mila risparmiatori. La situazione ha causato una preoccupazione particolare per gli investitori che avevano scelto le polizze vita di ramo I come soluzione di investimento ritenuta tra le più sicure.
L’impossibilità di riscattare il proprio denaro può rappresentare uno shock per gli investitori. Tanto più che in seguito all’aumento dei rendimenti delle obbligazioni a lungo termine nel corso del 2022, il riscatto anticipato di una polizza vita di ramo I è diventato una soluzione sempre più allettante per un buon numero di investitori. I rendimenti delle polizze vita di ramo I, infatti, soprattutto se queste sono state sottoscritte nell’ultimo decennio, sono rimasti molto bassi in confronto alle altre opzioni di investimento.

Polizze vita a costo storico: la distorsione visiva nasconde il calo degli asset sottostanti e l’impatto sui rapporti di solvibilità delle compagnie assicurative

È stata quindi evidenziata la distorsione visiva creata dalle polizze vita a costo storico, che impedirebbe al cliente di vedere il calo degli asset sottostanti e renderebbe la valutazione apparentemente stabile. Questa distorsione è stata presente anche nel 2022, quando il valore dei titoli obbligazionari – che costituiscono una grande percentuale di queste gestioni – è sceso.
Nel caso in cui un cliente richieda il riscatto, l’assicurazione sarebbe costretta a vendere in perdita quelle obbligazioni, subendo un impatto sul rapporto di solvibilità. Secondo stime condivise, considerando la duration media del portafoglio e il calo osservato sulle obbligazioni, ogni riscatto comporterebbe una perdita del 20-25% per la compagnia.
Quando l’assicurazione è di piccole dimensioni e registra un volume crescente di riscatti, questo fenomeno può diventare particolarmente problematico. Ed è esattamente ciò che è accaduto ad Eurovita, che già nel primo semestre del 2022 presentava uno dei peggiori rapporti tra contratti e numero di reclami all’Autorità di vigilanza per quanto riguarda le liquidazioni.

Aumento dei riscatti anticipati delle polizze vita: impatto sul rapporto di solvibilità del settore assicurativo italiano e la vulnerabilità di Eurovita

In base ai dati pubblicati pochi giorni fa dall’Ania, nel 2022 si sarebbe registrato un forte aumento dei riscatti anticipati delle polizze vita. Infatti, il rapporto tra i riscatti e il volume dei premi contabilizzati di ciascun mese degli ultimi tre anni (2020-2022) è cresciuto costantemente, passando dal valore medio annuo del 41% nel 2020 al 46% nel 2021 e raggiungendo il 58% nel 2022, con un picco al 75% a novembre.
Questa dinamica ha avuto un impatto negativo sul rapporto di solvibilità del settore, che è passato da 2,49 a 2,11, anche se rimane ancora a un livello complessivamente elevato al settembre 2022. Tuttavia, l’impatto dei mesi più difficili potrebbe non essere ancora visibile nei dati attuali.

 

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Nonostante il dato complessivo di solvibilità di Eurovita sia apparso soddisfacente, la compagnia ha mostrato una vulnerabilità interna, con il rapporto di solvibilità sceso al di sotto del 100% nell’anno precedente. Questo è il limite minimo imposto dalla normativa, che ha fatto scattare l’intervento dell’Ivass e del commissario per la gestione provvisoria, Alessandro Santoliquido.
In particolare, è stato necessario bloccare i riscatti sulle polizze di ramo I per evitare una fuga incontrollata degli assicurati, che avrebbe potuto causare seri problemi alla compagnia. Da notare che il fondo di private equity di controllo, Cinven, ha ritirato la sua disponibilità a intervenire con un aumento di capitale. Nel maggio 2022, la compagnia aveva reso noto di aver registrato un coefficiente di solvibilità del 133,82% a fine 2021, in calo rispetto al 172,23% dell’anno precedente.

 

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Diversificazione degli investimenti: come proteggere il proprio risparmio dalle situazioni avverse del mercato assicurativo

Per mitigare il rischio di situazioni avverse come quelle riscontrate in ambito assicurativo, l’investitore deve innanzitutto evitare di concentrare eccessivamente il proprio risparmio su singole polizze o compagnie. Questo perché, in finanza, tutto può sembrare sotto controllo fino a quando non si verificano situazioni eccezionali, che possono provocare un panico irrazionale e conseguenti danni.

Per gestire meglio il panico finanziario, la diversificazione rappresenta un punto di partenza fondamentale. Nel caso specifico di Eurovita, uno dei rischi che emerge è che possa diffondersi l’idea che tutte le polizze vita di ramo I siano a rischio. In tale contesto, è stata apprezzata la decisione di sospendere i riscatti, al fine di prevenire una potenziale situazione di rischio-perdita per gli assicurati.

Attraverso questa mossa, la compagnia assicurativa sarà in grado di raccogliere tra i 200 e i 300 milioni di euro per aumentare il capitale e ristabilire una situazione finanziaria più solida. Tuttavia, una volta che gli assicurati avranno la facoltà di farlo, è probabile che la compagnia dovrà fare i conti con una significativa fuoriuscita dei clienti.

Come valutare la solvibilità di una compagnia assicurativa: il valore da tenere in considerazione durante la sottoscrizione delle polizze

Oltre alla diversificazione, la scelta di una compagnia assicurativa richiede anche una valutazione attenta delle informazioni fornite. Sebbene i coefficienti di solvibilità possano risultare tecnicamente complessi, un valore inferiore al 150% dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme durante la sottoscrizione. La buona notizia è che, per legge, il ‘Documento informativo precontrattuale aggiuntivo per i prodotti d’investimento assicurativo’ mostra sin dalle prime righe il valore di solvency, ovvero, “il rapporto tra l’ammontare dei fondi propri di base e l’ammontare del requisito patrimoniale di solvibilità richiesti dalla normativa Solvency 2 in vigore dal 1 gennaio 2016”.

 

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