Come funziona il credito agevolato per le imprese?

 

 

Anche le imprese possono richiedere un prestito per avere liquidità da poter investire nel proprio ciclo di vita. Quali tipologie di finanziamento e di credito agevolato per le imprese sono possibili e come fare richiesta? Vediamo insieme alcune specifiche per agevolare la scelta delle imprese.

 

Il credito agevolato per le imprese

Le istituzioni comunitarie, regionali o nazionali, al fine di perseguire determinati obiettivi di politica economica – ad esempio, favorire la creazione di posti lavoro, rilanciare un territorio in crisi, sostenere gli investimenti produttivi delle imprese, agevolare i cittadini all’acquisto della prima casa – destinano risorse a beneficio di determinati soggetti, quali micro e piccole imprese, privati cittadini, professionisti e simili.

I contributi

Spesso le risorse sono distribuite mediante la concessione di contributi, le cui modalità di accesso e regolamentazione sono disciplinate da un apposito bando volto a disciplinare il credito agevolato per le imprese.
Comunemente, i contributi possono essere:
  • a fondo perduto, dove l’ente concedente eroga una somma di denaro commisurata ad una percentuale delle spese che il beneficiario deve sostenere o ha sostenuto. Il contributo può essere erogato in un’unica soluzione o ripartito nel tempo;
  • in conto interessi, dove l’agevolazione abbatte il costo degli interessi di un sottostante finanziamento bancario. Solitamente, il contributo viene versato direttamente alla banca concedente il finanziamento, che quindi addebita al beneficiario l’interesse al netto dell’agevolazione.

 

prestiti per le imprese

 

I canali agevolativi

Quando gli investimenti dei beneficiari sono di importo ingente o richiedono un impegno di risorse aziendali di lungo periodo, vengono utilizzati strumenti diversi dai contributi. Tipicamente, tali canali agevolativi sono:
  • Fondi di rotazione, dove i fondi stanziati vengono utilizzati per finanziare le iniziative dei privati, che pagano un tasso d’interesse più basso rispetto al mercato. Le somme restituite nel tempo dai beneficiari vengono progressivamente reimpiegate in nuove richieste, facendo “ruotare” tutti i fondi messi a disposizione.
  • Concessione di Garanzie, grazie alle quali il ricorso al credito bancario viene favorito dal rilascio, da parte dell’ente concedente e a beneficio del richiedente, di una garanzia, che si sostituisce o si affianca, in tutto o in parte, alle garanzie solitamente richieste dalla banca. In questo modo, da una parte la banca beneficia della solidità di una garanzia pubblica, dall’altra il beneficiario può ottenere un finanziamento che altrimenti gli sarebbe stato concesso solo in presenza di altre garanzie.
Le diverse forme di credito agevolato per le imprese possono essere accomunate da alcuni elementi, quali:
  • Principio di necessità dell’aiuto: la domanda di agevolazione deve essere presentata prima che l’iniziativa venga avviata;
  • Pagare su pagato: il beneficio economico viene liquidato / concesso dopo che il richiedente abbia rendicontato le spese;
  • Divieto di cumulo: su una specifica spesa il richiedente può richiedere una sola tipologia di contribuzione.
Un singolo regolamento di attuazione dell’agevolazione può prevedere deroghe o attenuazioni a tali principi, ad esempio ammettendo la possibilità di cumulo con altre agevolazioni o prevedendo che la liquidazione avvenga prima di aver rendicontato tutte le spese.

 

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Chiedere un prestito personale

 

 

Chiedere un prestito personale consiste nel domandare il finanziamento di una determinata somma, di norma compresa tra € 200 e € 75.000, rimborsabile secondo un piano di pagamento a rate costanti.

 

Chiedere un prestito personale

Il prestito personale è una forma di credito ai consumatori non finalizzata se la richiedi per bisogni personali che riguardano la vita privata e familiare come ad esempio l’acquisto di un’auto, di un televisore, di un corso di formazione o per necessità di denaro liquido.

Per credito non finalizzato si intende che il finanziamento non è collegato all’acquisto di uno specifico bene o servizio.

Se sei un consumatore e accedi a questo tipo di prestito, la legge prevede particolari tutele e diritti rispetto ad altri tipi di finanziamento.

Sono escluse dal credito ai consumatori tutte le forme di credito per esigenze che riguardano le attività professionali, quali l’acquisto di una macchina agricola o una stampante per il negozio.

Per chiedere un prestito personale non finalizzato ad un preciso scopo puoi rivolgerti ad una banca o ad una società finanziaria autorizzata. Queste possono servirsi di intermediari del credito, ovvero agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi, iscritti negli Elenchi tenuti dall’OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori).

Verifica sempre che si tratti di soggetti abilitati a svolgere questa attività consultando gli elenchi pubblicati sul sito dell’OAM. I requisiti per richiederlo sono la residenza in Italia e un’età compresa tra 18 e 70 anni.

Non è necessario dimostrare una particolare posizione lavorativa o contrattuale; tuttavia per avere più possibilità che la richiesta vada a buon fine occorre avere una buona posizione creditizia, ovvero:

  • non esser mai stati protestati (questo risulta nell’archivio C.A.I.),
  • non aver mai tardato nel pagamento di rate di finanziamenti precedenti (questo risulta nella Crif),
  • non richiedere importi sproporzionati rispetto alla propria capacità di rimborso.

Ti chiederanno di dimostrare la tua “capacità di rimborso” attraverso un reddito dimostrabile o di presentare una fideiussione, ovvero una garanzia personale di un terzo.

 

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Quanto costa chiedere un prestito personale?

Il costo dipende da diverse variabili:

  • somma erogata,
  • spese iniziali, come quelle di istruttoria
  • tasso di interesse
  • spese per il pagamento delle rate
  • eventuali spese assicurative

Una misura sintetica del costo complessivo del finanziamento di norma è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).

Il costo di questa forma di finanziamento può essere più oneroso di altre, anche perché può essere assistito solo da garanzie personali, ovvero una fideiussione, o da una polizza assicurativa.

Alcune commissioni e spese sono fisse e non dipendono dalla somma richiesta. Quindi incideranno di più se l’importo richiesto è basso.

Si può recedere dal contratto?

Quando un finanziamento viene definito “credito ai consumatori”, la legge prevede particolari tutele e diritti rispetto ad altri tipi di finanziamento.

Puoi recedere dal contratto entro 14 giorni dalla data della firma inviando una comunicazione al finanziatore secondo le modalità indicate. Per recedere non devi dare alcuna motivazione.

Se nel frattempo hai ricevuto il finanziamento, anche solo in parte, devi restituire la somma ricevuta entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, pagando gli interessi maturati fino alla restituzione.

Recedere dal contratto di credito significa recedere anche dai servizi accessori forniti dal finanziatore o da terzi, a meno che i terzi non dimostrino che forniscono autonomamente tali servizi, a prescindere dall’accordo con il finanziatore. Anche il finanziatore può recedere, ma deve comunicarlo al consumatore con almeno due mesi di preavviso.

Puoi rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento in tutto o in parte l’importo dovuto. In questo caso hai diritto alla riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e degli eventuali costi – che di fatto hai anticipato – dovuti alla vita residua del contratto.

 

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Il prestito personale è un impegno economico importante da sostenere nel tempo, sia per una persona sia per una famiglia. Rimborsare nel tempo le somme prese a prestito potrebbe essere gravoso. Potresti non riuscire a restituire puntualmente il finanziamento. In caso di mancato pagamento delle rate, il finanziatore può ricorrere a tutte le azioni previste dalla legge per riscuotere il suo credito, dai solleciti formali al ricorso al giudice.

Nel chiedere un prestito personale ricorda che il mancato rispetto anche di una sola delle scadenze previste per il pagamento delle rate può comportare maggiori costi, a partire dagli interessi di mora, non compresi nel TAEG.

È bene tener presente che avere già dei finanziamenti potrebbe renderti non meritevole di ottenere ulteriore credito. Considera che i finanziamenti ricevuti vengono registrati in diversi sistemi informativi sul credito, tra i quali – a seconda dell’importo – quello gestito dalla Banca d’Italia e denominato Centrale dei Rischi.

Cosa altro devi sapere sul prestito personale?

Valuta se la rinuncia a una quota del tuo reddito può incidere sulla tua quotidianità e sui tuoi impegni futuri. Considera tutte le possibili entrate personali, sia quelle fisse come lo stipendio che quelle straordinarie, come la liquidazione/TFR, per capire se puoi sostenere questo finanziamento. Tieni in considerazione che durante il periodo del finanziamento possono accadere imprevisti come ad esempio spese mediche, per la casa, per i figli, che implicano nuove uscite oppure eventi inaspettati come la perdita del lavoro, la cassa integrazione o le malattie, che fanno diminuire le entrate.

Nel chiedere un prestito personale, trattandosi di una forma di credito non finalizzato, fai attenzione a utilizzare il finanziamento per spese veramente importanti e non per la gestione delle spese quotidiane.

Confronta le offerte presenti sul mercato leggendo le loro caratteristiche sui fogli informativi. Per orientarti puoi anche consultare motori di ricerca che confrontano le offerte.

Per confrontare le offerte utilizza anche il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che tutti gli intermediari devono pubblicare.

Prima di chiedere un prestito personale, considera aempre i rischi connessi con il mancato rimborso puntuale delle rate e come questo potrebbe incidere sul costo del finanziamento.

 

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Prestiti vitalizi, un mercato da 50 miliardi annui nel 2030

 

 

Secondo uno studio di Epparg ed EY, il mercato dell’equity release immobiliare (mutuo inverso), rappresentato sostanzialmente dai prestiti vitalizi, dovrebbe triplicare entro i prossimi 10 anni. Al momento, però, si tratta ancora di un settore di nicchia

 

I prestiti vitalizi

Nei prossimi 10 anni, il mercato globale dell’equity release immobiliare (letteralmente “mutuo inverso”) dovrebbe triplicare. Entro il 2031, infatti, si stima che questo mercato, rappresentato sostanzialmente dai prestiti vitalizi e dalla vendita della nuda proprietà, supererà i 50 miliardi di dollari annui, rispetto ai 15 miliardi attuali.

Lo si apprende all’interno del sondaggio Global equity release roundtable 2020 realizzato dall’European pensions and property asset release group (Epparg) insieme a EY, dal quale emerge che il tipo più comune di equity release è il prestito vitalizio e che i prodotti in oggetto sono generalmente disponibili per i clienti di età compresa tra 55 o 60 anni, con un mix di tassi fissi e variabili.

Il prestito vitalizio ipotecario è un l’istituto interessante per i soggetti ultrasessantenni, i cosiddetti house rich cash poor, ovvero da un lato proprietari di immobili, ma dall’altro bisognosi di liquidità, i quali – proprio in ragione dell’età – difficilmente riuscirebbero ad accedere a forme di finanziamento tradizionali.
Peraltro, a differenza della vendita della nuda proprietà dell’immobile, tale prestito vitalizio consente al finanziato di mantenere la piena proprietà del bene per tutta la durata della propria vita, rinviando agli eredi la scelta su come estinguere il finanziamento (tramite versamento del dovuto, o piuttosto con il ricavato della vendita in proprio dell’immobile entro un anno dalla morte del finanziato).

 

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C’è poca consapevolezza

Al momento, però, si tratta ancora di prodotti di nicchia. “La mancanza di consapevolezza dei clienti è citata come il principale ostacolo alla crescita, seguita da finanziamenti insufficienti, in particolare nei mercati europei”, si legge nel report, che illustra che le fonti più comuni di finanziamento per i prestiti vitalizi sono banche e compagnie di assicurazione, nonché le cartolarizzazioni.

Ben Grainger, Uk investment advisory co-lead di EY, ha dichiarato che “c‘è un circolo virtuoso da innescare per favorire la crescita, ma man mano che gli investitori riconoscono sempre più il potenziale di questo mercato e la crescita emerge, le attuali difficoltà si ridurranno rapidamente”.

Dal canto suo, Steve Kyle, segretario generale dell’Epparg, ha aggiunto che “sarà fondamentale far crescere il mercato globale in sicurezza, lavorando in stretta collaborazione con le autorità di regolamentazione e i governi, per dimostrare che l’equity release immobiliare è un’opzione finanziaria sicura per i proprietari di case anziane che cercano di integrare il proprio reddito”.

Una cosa è certa: “L’invecchiamento della popolazione è un chiaro megatrend e la componente finanziaria è un elemento chiave per affrontare questo cambiamento a livello individuale e collettivo”, ha commentato Claudio Pacella, amministratore delegato di 65Plus e membro del Board Epparg, che poi ha aggiunto che “i prestiti vitalizi sono una delle più importanti risposte a queste crescenti esigenze, all’estero come in Italia” e che “il nostro paese ha ormai 14 anni di track record positivo, anche in termini reputazionali, e sono ormai maturi i tempi per il definitivo sviluppo”.

 

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We-Wealth
Stefania Pescarmona

 

Italia, i prestiti alle famiglie sono in crescita del 25,6%

 

 

Il mercato del credito ha recuperato i livelli del 2019. I prestiti alla famiglie sono aumentati di più del 25% su base annua nel primo semestre del 2021

 

Prestiti alle famiglie in aumento

Il peggio sembra passato. La ripresa economica ha fatto tornare la fiducia verso il sistema economico e le famiglie italiane hanno ripreso a chiedere prestiti. A dirlo è la Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria, società privata che gestisce un sistema di informazioni creditizie.  Rispetto al primo semestre 2020 le richieste di prestiti da parte delle famiglie sono cresciute del +25,6%, tornando sui livelli del 2019 in virtù della dinamica positiva sia dei prestiti personali (+10,0%) sia, soprattutto, dei prestiti finalizzati (+38,4%).

Nello specifico, nel mese di giugno le istruttorie registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestite da CRIF sono complessivamente aumentate del +9,2%. A spingere questo deciso rimbalzo sono stati sia i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che nell’ultimo mese di osservazione hanno fatto segnare un +8,0%, che i prestiti personali, cresciuti del +11,1%.

La positiva performance delle richieste di prestiti da parte delle famiglie va letta come un naturale rimbalzo rispetto al corrispondente periodo del 2020, fortemente condizionato dall’esplosione dell’emergenza pandemica, sostenuto anche da un migliorato clima di fiducia e dal consolidamento della ripresa economica – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Per il prosieguo dell’anno ci attendiamo un ulteriore consolidamento della domanda di credito ma le politiche di erogazione potrebbero farsi più selettive a fronte dell’atteso peggioramento della rischiosità del comparto nel momento in cui gli interventi straordinari e le misure di sostegno alle famiglie dovessero essere sospese”.

 

prestiti alle famiglie

 

Cresce l’importo medio delle richieste

Nella prima metà dell’anno in corso è aumentato anche l’importo medio dei prestiti alle famiglie richiesti (+2,8% rispetto al 2020), che si è attestato a 9.536 Euro malgrado la leggera flessione rilevata nel mese di giugno (8.875 Euro, -1,7%). Nel complesso, il 47,9% delle richieste presenta un importo inferiore ai 5.000 euro.

Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda i prestiti alle famiglie finalizzati l’importo medio richiesto nel I semestre si è attestato a 7.264 Euro (+10,1%), contro i 13,297 Euro dei prestiti personali (+10,0%).

Per quanto riguarda la durata dei prestiti richiesti dalle famiglie nel loro complesso, il 19,6% del totale dei prestiti alle famiglie prevede un piano di rimborso fra i 2 e i 3 anni, contro un 24,4% che va oltre i 5 anni, privilegiando soluzioni che pesino il meno possibile sul reddito familiare.

Infine, se la fascia di età maggiormente rappresentata resta quella compresa tra 45 e 54 anni, con il 25,3% delle richieste, gli under 35 arrivano a spiegare il 23% del totale.

 

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We-Wealth
Lorenzo Magnani

 

Credito, il CRIF segnala prestiti in forte crescita (+21%) e mutui stabili in Italia nel 2022

 

 

Il recente report CRIP segnala prestiti in aumento (+21% a/a) e mutui sostanzialmente stabili in Italia nel 2022. I primi 9 mesi dell’anno confermano un quadro a luci e ombre relativamente alla domanda di credito da parte delle famiglie italiane, condizionante da una situazione di perdurante incertezza causata dal conflitto in Ucraina e dal rialzo dei tassi e dell’inflazione.

 

Secondo l’ultima analisi del Barometro CRIF numero delle richieste di prestiti (personali e finalizzati) fa segnare una crescita del +21,7% rispetto al corrispondente periodo 2021. Relativamente al solo mese di settembre appena concluso, le richieste di prestiti crescono del +12,2%.
Al contempo l’importo medio richiesto si è attestato a 8.313 Euro, in calo del -6,1% rispetto ai primi 9 mesi del 2021, a conferma della crescente tendenza a fare ricorso a un finanziamento anche per sostenere acquisti di importo contenuto, quali telefonia, piccoli elettrodomestici e prodotti di elettronica.

Se guardiamo allo spaccato dei prestiti finalizzati e personali, continuano a crescere a doppia cifra e con la stessa intensità: i primi aumentano del +21,3% mentre i secondi segnano un +22,4%.

Per il CRIF, per quanto riguarda invece l’andamento delle richieste di mutui immobiliari e surroghe, dall’inizio dell’anno si registra una contrazione complessiva del -22,6% rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-25,5% la flessione nel mese di settembre) ma va rimarcato come la performance negativa del comparto sia ascrivibile al crollo verticale delle surroghe che, secondo l’ultima rilevazione prodotta da CRIF, sono diminuite del -61,9% rispetto al 2021 e ormai spingano poco più dell’8,5% del totale.

 

Crif, prestiti in aumento

 

I nuovi mutui, invece, restano sostanzialmente stabili rispetto alla corrispondente rilevazione, tanto che a livello di erogazioni il calo si attesta a un modesto -1,7%.
In compenso, secondo il CRIF, nei primi 9 mesi del 2022 l’importo medio dei mutui richiesti è cresciuto del +4,7% rispetto al corrispondente periodo 2021, attestandosi a 144.658 Euro.

La domanda di prestiti da parte delle famiglie non sembra ancora aver iniziato a risentire dell’incertezza e delle tensioni che caratterizzano lo scenario economico e geopolitico e in questi primi 9 mesi dell’anno hanno fatto segnare un deciso recupero rispetto ai volumi rilevati nel 2021, quando ancora il comparto risentiva degli effetti diretti della pandemia. Per quanto riguarda i mutui, invece, è necessario fare un distinguo fondamentale: il calo complessivo delle richieste è da attribuire alla secca frenata delle surroghe, che avevano caratterizzato il biennio precedente grazie a tassi particolarmente convenienti, mentre i nuovi mutui stanno facendo registrare una sostanziale tenuta” – spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

Che cos’è il CRIF?

CRIF è l’acronimo di Centrale Rischi Finanziari, società che gestisce la banca dati delle segnalazioni creditizie all’interno dei sistemi di informazioni creditizie (SIC) della Eurisc. Le informazioni che si trovano in questo archivio riguardano persone censite e imprese, e sono a disposizione degli istituti di credito. Quindi banche, finanziarie, enti associati.

A cosa serve tutto questo? Il CRIF aiuta chi deve prestare liquidità a verificare l’affidabilità delle persone che chiedono un prestito. Ecco perché è così importante pagare le rate senza ritardo.

Il funzionamento del CRIF è molto semplice. Chi non paga le rate di prestito, mutuo o finanziamento finisce nella lista dei cattivi pagatori.

Il tutto funziona come una classifica. Puoi guadagnare o perdere punti a seconda della tua costanza nei pagamenti: quando chiedi dei prestiti a finanziarie e banche, la tua domanda viene valutata in base alla reputazione.

 

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Wall Street Italia
7 Ottobre 2022
Red.

 

Perché non chiedere un prestito universitario per il proprio figlio?

 

 

Mandare un figlio all’università è un investimento per il suo futuro, ma in una situazione economica particolare come quella degli ultimi anni, sono sempre di meno le famiglie che possono permettersi di poterlo fare. Infatti, osservando i dati OCSE, si nota che solo il 18% degli italiani possiede un diploma di laurea e ancora più bassa è la percentuale di quelli che hanno investito in un master.

Perché chiedere un prestito universitario

A influire in maniera preponderante sul raggiungimento di un titolo di studio elevato, sono le spese per l’università. Ma quali sono i costi reali? In un report della Federconsumatori, si considera che circa 350.000 studenti pagano mediamente 2.000€ all’anno per andare all’Università, mentre circa 60.000 di loro raggiunge la quota dei 5.000€ e solo 20.000 studenti spende cifre dagli 8.000€ ai 10.000€.

costi per mandare un figlio all’Università salgono se si fa riferimento ai soggetti che si trovano fuori sede, un numero che, secondo le stime di Federconsumatori, si aggira dalle 400.000 alle 600.000 unità. Se si vogliono considerare i costi, alle normali spese si devono aggiungere anche l’affitto di una stanza singola o doppia, i costi di viaggio e quelli collegati al cibo.

La spesa sarà poco inferiore agli 8.000€ per coloro che si trovano in seconda fascia di reddito e hanno un ISEE inferiore ai 10.000€, se si vuole disporre di una stanza doppia, mentre sale a circa 9.500€ per una singola.

Per le famiglie che appartengono alla terza fascia, con un reddito fino ai 20.000€, il valore è poco superiore ai 9.600€ per una stanza singola e di circa 8.200€ annui per una doppia. Naturalmente, in questi numeri sono comprensive anche le spese per le utenze.

Tra le principali spese per mandare un figlio all’università, si devono considerare le tasse: gli importi vanno dai 2.100€ delle università umanistiche a oltre i 3.000€ per quelle più specialistiche.

Inoltre, si deve considerare il costo dei test di ammissione che prevedono eventuali pagamenti di iscrizione, che possono variare da regione a regione, con un versamento dai 50€ ai 100€, a cui si aggiungono i manuali necessari per lo studio e il costo del viaggio, con una spesa minima di 200€.

Infine, vanno considerati i costi necessari per l’acquisto dei libri che oscillano da un minimo di 600€ fino a un massimo di 750€ per le Università di Medicina e Chirurgia.

I dati sulla richiesta di prestito universitaro

Se si considera che, in base alle statistiche ISTAT, la media di spesa mensile di una famiglia si aggira intorno ai 2.500€, si può rilevare come il costo di iscrivere un figlio all’università diventi un elemento importante in un bilancio familiare. Un valore che aumenta nel caso in cui si abbiano più figli ai quali garantire l’istruzione.

Il costo per l’istruzione acquisisce un interesse maggiore se si considera che il 10% degli universitari decide di abbandonare il percorso di studi per la difficoltà di riuscire ad affrontare le spese universitarie, mentre un buon 30% sospende la propria formazione per doversi dedicare a un’attività lavorativa al fine di sostenersi.

In questa prospettiva, la soluzione potrebbe essere legata ad un prestito universitario o finalizzato all’università. Tra le tipologie di finanziamenti che vengono utilizzati al fine di offrire sostegno allo studio, si ritrovano da un lato quelli generici effettuati dalle famiglie per ottenere liquidità, come il finanziamento sul quinto dello stipendio o della pensione, e dall’altro una forma più mirata che prende il nome di prestito d’onore e richiedibile direttamente dallo studente.

Cos’è il prestito d’onore e quali sono i dati in Italia

Il prestito d’onore è una tipologia di finanziamento che rientra nel prestito universitario e che si rivolge direttamente agli studenti che si trovano a dover affrontare, appunto, le spese universitarie. Prevede la possibilità di ricoprire quelle relative al conseguimento del corso di laurea, un eventuale master e il costo per l’alloggio fuori sede.

Il prestito d’onore è da considerare come una valida opportunità per chi vuole proseguire un percorso di studi in maniera indipendente, senza gravare sul bilancio familiare. Se, però, si osservano quali sono le percentuali di studenti che si avvicinano a questa forma di sostegno economico, i dati non sono dei migliori. In Italia, è stato calcolato che solo l’1% degli studenti aderisce a un tipologia di prestito d’onore, contro il 50% di richieste in Olanda, in Gran Bretagna, nei paesi Scandinavi e del 22% della Germania.

La percentuale esigua appare anche contrastare con i dati del costo medio delle tasse universitarie, che è nettamente inferire rispetto al resto d’Europa, in cui si superano anche i 10.000€: un fattore che dovrebbe favorire la diffusione del prestito d’onore.

Se i dati indicano che il numero di richieste è molto basso rispetto agli studenti europei, dall’altro lato le possibilità di ottenere un prestito d’onore sono molto alte in Italia, grazie alla presenza di diverse tipologie di finanziamento o prestito universitario.

Lo studente potrà accedere a prestiti agevolati statali che erogano somme dai 2.000€ ai 4.000€, da restituire dai 2 ai 10 anni.
Inoltre, sono state proposte diverse tipologie di prestiti d’onore da parte dei singoli Enti Regionali, anche con un massimale che raggiunge i 50.000€ e che si attiva al momento dell’inizio del piano di studi.

Infine, si potrà richiedere un prestito d’onore presso una delle banche che offre questa tipologia di servizio, con un importo che può variare in base alle necessità dello studente e restituibile a partire dal momento in cui si inizia l’attività lavorativa.

I requisiti per richiedere il prestito d’onore

Altro fattore che dovrebbe favorire l’eventuale richiesta del prestito d’onore sono i requisiti necessari per avere accesso a questa tipologia di finanziamento. Di seguito si indicano quelli richiesti:

  • Età: si richiede che il soggetto sia maggiorenne e abbia un’età anagrafica tra i 18 e i 35 anni. Sarà necessario disporre di un documento d’identità valido e che non abbia una scadenza a breve termine.
  • Residenza: altra condizione necessaria per il prestito d’onore è quella di possedere una residenza stabile in Italia da almeno 6 mesi. Non basterà semplicemente avere la residenza su carta, ma si dovrà disporre di un domicilio stabile.
  • Iscrizione all’università: il soggetto che richiede il prestito d’onore dovrà essere iscritto all’università.
  • Documentazione spese: per ottenere la copertura delle spese fuori sede, sarà necessario anche disporre di un contratto di affitto regolarmente registrato presso la sede in cui si svolgerà il piano di studi.

 

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Quali sono i principali finanziamenti agevolati?

 

 

I finanziamenti agevolati prevedono una serie di vantaggi se messi a confronto con altre soluzioni di credito presenti sul mercato. Uno dei principali benefici è dato dal tasso di interesse che risulta inferiore. Tali finanziamenti, in tutto o solo in parte (nell’ultimo caso si parla di cofinanziamento), vengono erogati con fondi pubblici.

 

I principali finanziamenti agevolati sono quelli concessi da enti pubblici (Comuni, Regioni, Province, Unione Europea) a privati ed imprese per avviare o anche ingrandire la propria attività senza dover affrontare alcun tipo di difficoltà economica. In prima linea ci sono soprattutto le Regioni che puntano a sostenere lo sviluppo e le crescita di determinate aree, cercando di far fronte all’ancora dilagante fenomeno della disoccupazione. Vediamo insieme quali sono i principali finanziamenti agevolati.

Finanziamenti agevolati per le imprese

I finanziamenti agevolati sono prestiti che si rivolgono a soggetti con determinati requisiti: donne che puntano a diventare libere professioniste, giovani studenti che intraprendono un percorso di studi, piccole e medie imprese che vogliono crescere.

Sul mercato ci sono anche finanziamenti agevolati finalizzati a sostenere economicamente chi ristruttura un immobile ai fini dell’efficientamento energetico o chi vuole dar vita ad un’impresa agricola del tutto innovativa.

I finanziamenti agevolati per le imprese rientrano in una tipologia di prestiti volti ad assicurare l’avvio di una nuova attività o anche a migliorare un’impresa già avviata. Si parla di agevolazione in quanto per le rate di rimborso viene applicato un tasso di interesse agevolato che consente di poter restituire una somma di denaro minore rispetto alla tipologia di prestito personale.

La “mission” dei finanziamenti agevolati per le imprese è sostenere l’apertura di nuove attività o anche l’ammodernamento di imprese già avviate. A farne richiesta possono essere sia le nuove imprese che quelle di precedente apertura, così come privati che intendano richiedere un sostegno economico per l’avvio della propria attività, indipendentemente dal settore produttivo.

I soggetti privati possono accedere ai finanziamenti agevolati per l’avvio di progetti aziendali, per ristrutturare i locali o anche per la formazione dei dipendenti. Le imprese fanno richiesta di questa forma di finanziamento con tasso di interesse agevolato per acquistare macchinari e impianti ed avviare o migliorare la propria attività.

I finanziamenti agevolati per le imprese vengono concessi da istituti di credito convenzionati. È importante inoltre consultare i bandi pubblicati periodicamente dall’Unione Europea che prevedono progetti di sviluppo per aree territoriali a rischio di abbandono o caratterizzati da criticità economica. Previsti sia finanziamenti a fondo perduto che finanziamenti a tasso agevolato.

Oltre ai fondi europei ci sono anche soluzioni di credito agevolate proposte dalle singole regioni italiane e rivolte a nuove e vecchie imprese. A coordinare il tutto è l’Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa, che opera per creare nuove imprese, rilanciare le aree di crisi e sostenere grandi investimenti.

I finanziamenti agevolati per le imprese si dividono in:

  • Finanziamenti agevolati statali per le imprese giovanili
  • Finanziamenti agevolati per il lavoro autonomo
  • Finanziamenti agevolati per le microimprese
  • Finanziamenti agevolati per la creazione dei franchising
  • Finanziamenti agevolati per l’imprenditoria femminile
  • Finanziamenti agevolati per le imprese artigiane
  • Finanziamenti agevolati mediante il prestito d’onore.

I prestiti d’onore

Il prestito d’onore rientra tra i prestiti agevolati e viene concesso a privati, come studenti e giovani disoccupati, o anche alle microimprese, per sostenere i costi relativi al corso di studi o anche per avviare nuove attività imprenditoriali.

Questo tipo di finanziamento è caratterizzato da condizioni più favorevoli per il rimborso. Non è necessario essere in possesso di un reddito dimostrabile, né è richiesta la presenta di un garante. Il prestito d’onore è regolamentato dal decreto legislativo 185/2000 mentre quello per gli studenti meritevoli è disciplinato dalla legge 390/1991.

Gli studenti possono finanziare, mediante tale soluzione di credito, le spese annue relative alla loro formazione. Il rimborso può partire anche due anni dopo la fine degli studi e non sono previsti tassi di interesse. La durata del piano di ammortamento è compresa tra 1 e 15 anni.

Ad accedere al prestito d’onore possono essere anche i lavoratori autonomi che intendono avviare una propria attività. L’investimento totale ammissibile è pari a 25.823 euro (Iva esclusa), ma il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti non può andare oltre l’importo di 15.494 euro. Il rimborso avviene solitamente in parte con tasso agevolato e in parte a fondo perduto: il contributo a fondo perduto non può andare oltre i 5.164,57 euro.

La richiesta di un prestito d’onore può essere presentata anche da una microimpresa, il cui massimo investimento ammissibile deve ammontare a 129.114 euro più IVA. Il rimborso può avvenire in massimo sette anni tramite rate trimestrali. Previsto un contributo a fondo perduto del 50% e un finanziamento agevolato per l’altra metà con un tasso di interesse agevolato che dovrà essere equivalente al 30% del tasso in vigore quando viene sottoscritto il contratto.

Si può fare richiesta di un prestito d’onore anche per avviare attività di franchising. Per accedere al prestito d’onore gli studenti possono rivolgersi alla segreteria universitaria per conoscere quali sono le banche convenzionate, mentre lavoratori autonomi e microimprese devono presentare la richiesta a Comuni o Regioni o a Invitalia.

L’età richiesta per ottenere un prestito d’onore è quella compresa tra i 18 e i 35 anni. È necessario inoltre essere residenti in Italia da almeno 6 mesi e dimostrare di voler avviare o sostenere un’attività lavorativa nell’ambito del commercio, dei servizi o della produzione di beni così come di voler continuare a svolgere tale attività per diversi anni.

Finanziamenti agevolati: imprenditoria femminile

Finanziamenti agevolati “in rosa”. Sono quelli dedicati completamente all’imprenditoria femminile e che si rivolgono sia ad aziende già esistenti che ad altre che devono vedere ancora la luce. Tanti i settori di competenza, come il commercio, l’artigianato, il turismo e i servizi.

Possono accedere a questi finanziamenti cooperative e società caratterizzata da almeno il 60 per cento da donne. A beneficiarne possono essere anche le imprese individuali gestite da donne e società di capitali che presentino quote di partecipazione appartenenti per due terzi a donne. Diverse anche le formule da scegliere: finanziamenti a fondo perduto, prestiti a tasso agevolato, finanziamenti a tasso zero, prestiti flessibili.

I vantaggi dei finanziamenti agevolati

Per un debitore il vantaggio principale di un finanziamento agevolato sta nelle condizioni economiche più benevole di altre soluzioni di finanziamento. Con i prestiti d’onore c’è sia la possibilità di accedere a prestiti a fondo perduto che a quelli agevolati; con i contributi a fondo perduto non bisogna procedere con il rimborso mentre i finanziamenti agevolati sono concessi a tassi di interesse più bassi rispetto a quelli di mercato.

Come accedere ai finanziamenti agevolati

Accedere ai finanziamenti agevolati non è un gioco da ragazzi. Ci sono regole e requisiti specifici di cui tener conto prima di presentare la richiesta del finanziamento. Molto spesso, ad esempio, uno dei fattori di cui tener conto è l’età quando si vuole ottenere un finanziamento agevolato per giovani e studenti. Stesse regole ferree per le piccole e medie imprese. Nella maggior parte delle volte viene richiesta la creazione di un business plan: bisogna essere capaci di illustrare nei dettagli il progetto imprenditoriale con spese e costi.

Finanziamenti a fondo perduto

I finanziamenti a fondo perduto sono agevolazioni dedicate a giovani o imprenditori che intendono creare una nuova impresa o far crescere una già esistente. Questi vengono finanziati da fondi europei, statali, regionali, dalle Province e dai Comuni. I fondi nazionali sono gestiti da Invitalia.

Con questi finanziamenti non c’è l’obbligo di restituire, mediante un piano di ammortamento, quanto è stato concesso. Solitamente questi finanziamenti sono destinati all’imprenditoria femminile e giovanile o sono rivolti alle zone d’Italia in difficoltà economica per promuovere un maggiore sviluppo di tale aree. Solo alcuni bandi possono prevedere una parziale restituzione del capitale sotto forma di rate ed interessi.

Chi riceve tali agevolazioni deve poter assicurare un periodo minimo di esercizio pari ad almeno 5 anni a partire dalla data della sua partenza effettiva.

 

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Tiziana Casciaro