Bonus Verde 2023: come ottenere la detrazione fiscale fino a 1.800 euro

 

 

La Legge di Bilancio 2022 ha confermato un provvedimento che, per i prossimi due anni, vedrà il Bonus Verde mantenuto inalterato. Tale agevolazione si riferisce a interventi straordinari che riguardano la sistemazione di terrazzi, giardini e aree scoperte di pertinenza, e può essere richiesta tanto dai proprietari degli immobili quanto dagli inquilini. È importante notare che questo incentivo è applicabile anche per i lavori effettuati nei condomini. In un periodo in cui l’attenzione all’ambiente e al verde pubblico è sempre più alta, questa notizia rappresenta un’importante occasione per chi intenda valorizzare le proprie proprietà immobiliari attraverso l’abbellimento degli spazi esterni

 

In cosa consiste il Bonus Verde 2023?

L’agevolazione in questione prevede una detrazione fiscale IRPEF del 36% per spese sostenute entro un tetto massimo di 5.000 euro, con una detrazione massima di 1.800 euro. Si tratta di una misura applicabile solo agli immobili ad uso abitativo, escludendo quelli a destinazione commerciale o di altro tipo. Nel caso in cui gli interventi riguardino immobili residenziali adibiti anche a esercizio di professione o attività commerciale, la detrazione si riduce del 50%. Tuttavia, va sottolineato che a differenza del Bonus Mobili, la detrazione non è legata alle spese sostenute per la ristrutturazione dell’edificio.

Quali sono le spese ammesse

Il Bonus Verde prevede una serie di spese ammissibili per la detrazione fiscale, tra cui:

  • Gli impianti di irrigazione;
  • La realizzazione di pozzi;
  • La sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni;
  • Le grandi potature;
  • La riqualificazione dei prati;
  • La realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  • Le spese di progettazione relative a lavori successivamente effettuati.

È importante sottolineare che il Bonus Verde spetta per gli interventi straordinari di sistemazione a verde, che possono riguardare la fornitura e messa a dimora di piante e arbusti di qualsiasi genere o tipo.
L’agevolazione può essere richiesta per opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area interessata, consistente nella sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente. Anche la collocazione di piante e altri vegetali in vasi può essere agevolata, a condizione che sia parte di un più ampio progetto di sistemazione a verde degli immobili residenziali.

 

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E quali no

Va precisato che il Bonus Verde non contempla la detrazione fiscale per tutte le spese connesse alla sistemazione a verde di un’abitazione. Nello specifico, non sono agevolabili:

  • La manutenzione ordinaria di giardini già esistenti e con regolarità periodica, in quanto non comportano un lavoro innovativo o modificativo di quanto già realizzato precedentemente;
  • L’acquisto di attrezzature specifiche per la cura del giardino, come pale, picconi, tagliaerba, che non rientrano nella tipologia di spese previste dalla detrazione fiscale;
  • Gli interventi lavorativi in economia eseguiti dal proprietario, ovvero le opere eseguite personalmente dal proprietario senza l’intervento di professionisti specializzati.

Quindi, è bene ribadirlo, il Bonus Verde è riservato esclusivamente agli interventi straordinari di sistemazione a verde, che implicano l’attuazione di lavori innovativi e modificativi degli spazi esterni dell’immobile.

Chi se ne può avvalere

Il Bonus Verde è un’agevolazione fiscale che spetta solo a determinate categorie di soggetti. In particolare, possono usufruire di questa detrazione fiscale:

  • Il proprietario dell’immobile;
  • Il nudo proprietario;
  • L’usufruttuario;
  • L’inquilino in affitto;
  • La persona che detiene l’immobile in comodato (comodatario);
  • L’ente pubblico o privato che corrisponde l’Ires;
  • Gli assegnatari di case popolari.

Occorre sottolineare che la detrazione fiscale del 36% è legata all’immobile e non al soggetto beneficiario. Pertanto, se il soggetto avente diritto possiede più immobili, avrà un limite di spesa pari a 5.000 euro per ciascun immobile. La detrazione spetta solo a chi ha sostenuto effettivamente le spese per gli interventi di sistemazione a verde.

 

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I condomìni

Il Bonus Verde prevede la possibilità di portare in detrazione anche le spese sostenute per gli interventi di sistemazione a verde effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Tuttavia, il limite massimo di spesa di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare a uso abitativo rimane inalterato. In questo caso, la detrazione spetterà a ciascun condomino nei limiti della sua quota millesimale, a patto che abbia contribuito economicamente all’esecuzione dei lavori. Per ottenere la detrazione, è necessaria la certificazione delle spese sostenute da ciascun condomino, che deve essere rilasciata dall’amministratore di condominio.

Se il contribuente possiede una unità immobiliare all’interno di un condominio e sono stati effettuati lavori di sistemazione a verde sia sulla propria proprietà esclusiva che sulle parti condominiali, ha diritto a calcolare la detrazione fiscale su un importo massimo di 5.000 euro per le spese sostenute sul proprio immobile e altri 5.000 euro per la parte di competenza delle spese condominiali.

È importante notare che per godere del beneficio fiscale, il condomino dovrà aver regolarmente pagato la propria quota di lavori al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quali sono i limiti di detrazione?

Come detto, il Bonus Verde prevede un limite massimo di spesa detraibile di 5.000 euro, che corrisponde a un recupero fiscale massimo di 1.800 euro (il 36% di 5.000 euro) nella dichiarazione dei redditi. La detrazione avviene attraverso il riparto in quote costanti per 10 anni, il che significa che, in pratica, un contribuente che ha sostenuto una spesa massima di 5.000 euro potrà usufruire di una riduzione dell’IRPEF pari a 180 euro per 10 anni a partire dall’anno in cui sono state effettuate le spese.

Per ottenere la detrazione fiscale del Bonus Verde, è essenziale che il quadro “P” del Modello 730 o il quadro “RP” del Modello Redditi Persone Fisiche siano compilati correttamente. Vale la pena notare che, a differenza di altre agevolazioni fiscali, la detrazione non è legata al possesso dell’immobile, ma piuttosto alla sostenuta spesa.

Quali modalità di pagamento?

Il pagamento della spesa sostenuta deve avvenire esclusivamente attraverso modalità tracciabili, ovvero Bancomat, carte di credito, bonifico bancario o postale e assegno non trasferibile.

 

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Cosa conservare

Per beneficiare della detrazione fiscale del 36% relativa al Bonus Verde, il contribuente deve conservare la seguente documentazione:

  • Le fatture o ricevute fiscali che comprovino la spesa sostenuta e la riconducibilità agli interventi agevolabili. La descrizione dell’intervento deve consentire di ricondurre la spesa tra quelle agevolabili e nel documento di spesa deve essere indicato il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione.
  • La documentazione attestante il pagamento delle spese.
  • L’autocertificazione che attesti che l’ammontare delle spese sulle quali è calcolata la detrazione non eccede il limite massimo ammissibile.
  • La dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge, certifichi l’entità della somma corrisposta dal condomino e la misura della detrazione.
  • In caso di mancanza del codice fiscale del condominio minimo (edificio composto da un numero non superiore a 8 condòmini), l’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari.

Da ricordare poi che nella fattura relativa al Bonus Verde non è richiesta l’indicazione degli estremi di legge che legittimano la detrazione IRPEF, a condizione che la descrizione dell’intervento consenta di ricondurre la spesa tra quelle agevolabili. Tuttavia, la documentazione sopra menzionata deve essere conservata fino al termine del periodo di accertamento sulla dichiarazione dei redditi, ovvero fino alla data del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi a cui la spesa si riferisce.

Passaggio di proprietà dell’immobile

In caso di vendita dell’immobile su cui sono stati effettuati i lavori agevolati dal Bonus Verde, la detrazione fiscale ancora da fruire può essere trasferita al nuovo acquirente, a meno che non vi siano accordi diversi tra le parti. In pratica, come accade per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica, il venditore e l’acquirente possono concordare se lasciare che la detrazione segua l’immobile o se far sì che la detrazione rimanga a carico del soggetto che ha sostenuto la spesa fino al termine.

Prima e seconda casa

Va ricordato che il Bonus Verde è legato all’immobile su cui sono stati effettuati i lavori e non alla persona che ne è proprietaria o titolare di un diritto. Questo significa che ogni persona fisica può sommare le detrazioni per le spese sostenute su ciascuno dei propri immobili. In altre parole, se una persona possiede più immobili su cui sono stati effettuati lavori agevolati dal Bonus Verde, può godere della detrazione fiscale del 36% fino al limite massimo di 1.800 euro per ogni immobile.

 

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Red.

 

C’è un bonus affitto per i giovani che vale fino a 2mila euro, ecco come funziona

 

 

Il Governo ha introdotto per il 2023 un nuovo Bonus affitto giovani, che consente ai locatari di ottenere una detrazione fiscale fino a un massimo di 2.000 euro per i primi 4 anni del contratto di locazione. Questa iniziativa mira a sostenere i cittadini nel trovare una casa a prezzi accessibili, incoraggiando così il mercato degli affitti.

 

Il Bonus affitto giovani under 31

Il Bonus affitto giovani, introdotto dalla legge di Bilancio, continua ad essere disponibile anche per il 2023. Questo contributo economico è rivolto ai giovani con basso reddito che stipulano contratti di locazione, offrendo loro una detrazione fiscale fino a un massimo di 2.000 euro per i primi 4 anni di affitto. Scopriamo insieme come funziona.

Il Bonus affitto giovani rappresenta un contributo economico destinato ai giovani under 31 con basso reddito, che desiderano affittare un’abitazione. Questo bonus viene concesso soltanto per abitazioni singole o appartamenti in cui verrà trasferita la residenza, permettendo ai beneficiari di ottenere una detrazione fiscale pari al 20% delle spese di affitto per i primi 4 anni di validità del contratto, fino ad un massimo di 2.000 euro annui.

Il Bonus affitto giovani under 31 è soggetto a determinati requisiti per poter essere ottenuto. In particolare, la detrazione fiscale dall’imposta lorda di 991,60 euro per i primi 4 anni di contratto di locazione viene concessa

  • ai giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti,
  • con un reddito annuale non superiore a 15.493,71 euro,
  • che stipulano un contratto di locazione per una unità immobiliare o una sua porzione da destinare a propria residenza.

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Ammontare delle locazioni

In caso di ammontare del canone di locazione superiore a 991,60 euro, la detrazione corrisponde al 20% del canone stesso, ma non può superare il limite massimo di 2.000 euro.

Il Bonus affitto giovani under 31 è destinato alla residenza principale del richiedente, il quale deve aver stipulato un contratto di locazione per una prima abitazione con un proprietario di casa. Non è possibile richiedere il bonus se il giovane vive nella casa di famiglia.

La detrazione fiscale è concessa per tutti i tipi di immobili, ad eccezione di quelli di categoria A/1, A/8 e A/9, ovvero gli immobili di lusso, degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, per i quali si applica la relativa normativa statale o regionale vigente, e degli alloggi destinati a scopi turistici. Il beneficio è concesso anche se il contratto di locazione riguarda solo una parte dell’unità immobiliare, come nel caso di affitto di una singola stanza.

Come richiederlo

Per richiedere il Bonus affitto giovani under 31, è necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate

  • i dati personali del giovane richiedente,
  • la tipologia dell’immobile destinato all’abitazione,
  • il contratto di locazione stipulato con il proprietario di casa,
  • la documentazione che accerta la tipologia dell’immobile secondo i requisiti previsti,
  • la documentazione che attesta il reddito annuo del richiedente, secondo le soglie massime previste.

Si potrà presentare l’Isee o la dichiarazione dei redditi. Una volta inviata la domanda, se i requisiti richiesti sono soddisfatti, il bonus potrà essere ottenuto – come detto – sotto forma di credito di imposta. L’agevolazione non prevede sconti sull’affitto ma verrà corrisposta sotto forma di detrazione IRPEF, che potrà essere fruita tramite la dichiarazione dei redditi.

Il Bonus affitto giovani under 31 rappresenta un’ottima opportunità per i giovani in difficoltà economica che desiderano affittare una casa come propria abitazione.

Questo incentivo mira a facilitare l’accesso al mercato dell’affitto e a migliorare le condizioni di vita dei beneficiari, fornendo loro una detrazione fiscale fino a un massimo di 2.000 euro per i primi 4 anni di contratto di locazione. Se sei un giovane under 31 con basso reddito, non perdere questa opportunità! Richiedi il Bonus affitto giovani e accedi a questa importante agevolazione per la tua prima casa.

 

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Red.

 

Un nuovo bonus bollette per le famiglie? Da quando e quanto può valere

 

 

“Ecco quando entrerà in vigore il nuovo bonus bollette alle famiglie e di quanto sarà il valore del contributo”, questa la risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze alle richieste di informazioni riguardanti l’introduzione del bonus. Secondo quanto annunciato, il bonus bollette verrà erogato a partire dal prossimo mese di aprile 2023 e il suo valore oscillerà tra i 50 e i 100 euro mensili, in base alla composizione del nucleo familiare e ai consumi effettuati. L’obiettivo della misura è quello di aiutare le famiglie a far fronte all’aumento dei costi dell’energia e incentivare il risparmio energetico

 

Un nuovo bonus bollette

Come annunciato dal Ministro Giancarlo Giorgetti alla fine dell’anno, il Governo italiano sta valutando l’introduzione di un bonus famiglie per aiutare i cittadini a fronteggiare l’aumento delle bollette energetiche. L’obiettivo del nuovo bonus bollette sarebbe quello di incentivare il risparmio energetico e disincentivare i consumi di elettricità e gas, attraverso un contributo che sarebbe erogato in base ai consumi.

Secondo fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) sta valutando la fattibilità del bonus e la sua efficacia nell’aiutare le famiglie italiane a far fronte alle spese energetiche sempre più elevate. Al momento, le valutazioni sono ancora in corso e non ci sono ancora informazioni ufficiali riguardo ai dettagli.

Incentivi ai virtuosi?

I tempi di attuazione potrebbero essere lunghi e non è ancora chiaro se ci saranno fondi sufficienti per istituirlo. Al momento, sembra che l’idea sia quella di incentivare le famiglie più virtuose, con un contributo maggiore per chi consuma meno energia.

Inoltre, è in fase di valutazione il rinnovo del bonus sociale, con le soglie ISEE attuali che potrebbero essere aumentate per il primo quarto dell’anno e in scadenza alla fine di marzo. Allo stesso modo, si sta valutando il rinnovo del credito d’imposta per le imprese, con un sistema di sconti modulato in base al prezzo del gas e fissando una soglia oltre la quale lo sconto aumenta.

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Il punto di vista dei consumatori

Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, senza queste misure, le famiglie italiane dovranno affrontare i costi sempre più alti delle bollette energetiche, che si ripercuoteranno anche sui prezzi dei prodotti della spesa a causa dei maggiori costi di produzione.

Dona ha lanciato l’allarme sulla situazione, sottolineando l’importanza di trovare soluzioni efficaci per proteggere i consumatori italiani. L’aumento delle bollette energetiche è infatti un problema che colpisce molti cittadini, soprattutto in un momento di difficoltà economica come quello attuale.

In questo contesto, il governo italiano sta cercando di individuare le migliori strategie per aiutare le famiglie e le imprese a far fronte ai costi dell’energia. Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze riguardo alle misure in discussione e ai tempi di attuazione, anche se un nuovo bonus bollette sembra essere la soluzione più accreditata. Sarà importante monitorare la situazione da vicino per capire come si evolverà la questione e quali saranno gli effetti sulle famiglie e sull’economia italiana nel suo complesso.

Lo scontro sugli oneri di sistema

L’esperto ha definito “sconcertanti” le dichiarazioni di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, riguardo agli sconti sulle bollette di luce e gas che scadranno il 31 marzo. Attualmente, si sta effettuando una valutazione tenendo conto del parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha il controllo della spesa pubblica, e ciò influenzerà la decisione di inserire completamente, parzialmente o non inserire affatto gli oneri di sistema nella bolletta.

Tuttavia, non sono solo gli oneri di sistema a preoccupare Massimiliano Dona e l’Unione Nazionale Consumatori. Se il governo non dovesse rinnovare gli sconti in bolletta, nonostante la riduzione del 20% del prezzo della luce annunciata dall’Arera, la bolletta dal mese di aprile 2023 aumenterebbe a 1.271 euro all’anno, anziché 1.147 euro, con un aumento del 10,8% pari a 124 euro. Il prezzo sarebbe superiore del 13,9% rispetto ad aprile 2022 e del 126,1% rispetto ad aprile 2021.

E il gas?

Per quanto riguarda la bolletta del gas, la famiglia media con consumi di 1.400 metri cubi all’anno, nel mercato tutelato, vedrebbe un aumento del prezzo da 1.210 a 1.928 euro su base annua, in caso di prezzi costanti, ossia un aumento del 59,3% pari a 718 euro. Si prevedono dunque incentivi per il pagamento delle bollette di luce e gas nel prossimo periodo.

 

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Red.

 

Investi nella sicurezza della tua abitazione: il Bonus Sicurezza 2023 è a portata di mano

 

 

Cos’è il Bonus Sicurezza 2023: detrazione fiscale del 50% per l’installazione di sistemi di sicurezza

 

Bonus sicurezza, di cosa si tratta

Il governo ha confermato la disponibilità del bonus sicurezza per il 2023, un’agevolazione fiscale del 50% per l’acquisto e l’installazione di sistemi di sicurezza per la casa. Questa detrazione fa parte dei bonus casa e può essere richiesta da proprietari di abitazioni, proprietari di unità immobiliari e locatari che effettuano interventi di sicurezza nell’unità immobiliare in cui risiedono. La detrazione copre sia le spese per l’acquisto che per l’installazione di sistemi di sicurezza, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.

Il bonus sicurezza è disponibile per tutti i soggetti che pagano l’Irpef e che devono sostenere i costi per la messa in sicurezza della propria abitazione, come proprietari dell’immobile, soci di cooperative, imprenditori individuali, detentori di società semplice in nome collettivo o in accomodata semplice e imprese familiari.

Cosa riguarda la detrazione fiscale

La detrazione fiscale copre interventi sugli immobili finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi, come il rafforzamento o la sostituzione di cancellate o recinzioni, l’apposizione di grate sulle finestre, porte blindate, serrature, lucchetti, catenacci, spioncini, rilevatori di apertura e di effrazione, saracinesche, tapparelle metalliche, vetri antisfondamento, casseforti, fotocamere o cineprese connessi a centri di vigilanza privati e rilevatori antifurto.

Per richiedere il bonus sicurezza, è necessario conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute e pagare con bonifico, indicando nel dettaglio il codice fiscale del beneficrittore del bonus, la partita Iva della ditta che esegue l’intervento, la causale del versamento e l’importo totale. Al momento della dichiarazione dei redditi, sarà possibile richiedere la detrazione, che verrà erogata a rate per un periodo di dieci anni. Non è possibile usufruire dello sconto in fattura.

 

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Il bonus sicurezza 2023 offre quindi un’opportunità unica per aumentare la sicurezza della propria abitazione e ottenere una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, con un limite massimo di 96.000 euro. Questa agevolazione può essere richiesta fino alla fine del 2024 da proprietari di abitazioni, proprietari di unità immobiliari, locatari e altri soggetti che pagano l’Irpef e che vogliono garantire la sicurezza della propria casa. La detrazione copre una vasta gamma di interventi di sicurezza, dal rafforzamento delle porte e delle finestre, all’installazione di allarmi e videosorveglianza.

Riassumiamo le spese di messa in sicurezza per le quali è possibile beneficiare della detrazione del 50%

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  • porte blindate o rinforzate
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
  • apposizione di saracinesche
  • tapparelle metalliche con bloccaggi
  • vetri antisfondamento
  • casseforti a muro
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline

Bonus sicurezza, come richiederlo

Per ottenere la detrazione, è necessario conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute e pagare con bonifico, fornendo tutti i dettagli richiesti. Al momento della dichiarazione dei redditi, sarà possibile richiedere la detrazione, che verrà erogata in rate annuali per un periodo di dieci anni.

L’installazione di sistemi di sicurezza per la casa non solo aumenta la sicurezza della propria abitazione, ma anche la tranquillità e la serenità dei propri cari. Con il bonus sicurezza 2023, i proprietari di abitazioni e altri soggetti possono sostenere questi costi e ottenere un importante vantaggio fiscale.

Il bonus sicurezza 2023 rappresenta quindi un’occasione unica per aumentare la sicurezza della propria abitazione e ottenere una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute. Non perdere questa opportunità e garantisci la sicurezza della tua casa oggi stesso.

 

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Red.

 

Bonus casa 2023, dal Superbonus 110% ai mobili

 

 

Quali aiuti restano e quali scadono a fine anno

 

Per aiutare i consumatori a destreggiarsi tra le agevolazioni tuttora utilizzabili, Facile.it ha stilato una lista dei principali bonus dedicati alle abitazioni, mettendone in evidenza le rispettive scadenze

 

Bonus casa, mentre si discute ancora di Superbonus, ecco quali sono le agevolazioni per la casa che resteranno in vigore anche nei prossimi anni. Per aiutare i consumatori a destreggiarsi tra le agevolazioni tuttora utilizzabili, Facile.it ha stilato una lista dei principali bonus dedicati alle abitazioni, mettendone in evidenza le rispettive scadenze.

Superbonus 110%

Il Superbonus 110%prevede una detrazione del 110% delle spese sostenute per la realizzazione di specifici lavori finalizzati all’efficienza energetica e all’adozione di misure antisismiche degli edifici. Con le novità presenti nel decreto Aiuti quater, nel 2023 l’agevolazione per i condomìni passa al 90% (scenderà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025). La nuova norma, però, non impatta sui cantieri già avviati per i quali l’aliquota rimarrà al 110% a patto che si tratti di lavori in cui è stata presentata una Cila prima dell’entrata in vigore del decreto (il 25 novembre scorso ma il governo sta già pensando di rinviare la scadenza a fine anno).

L’agevolazione per le case indipendenti, invece, è stata prorogata dal momento che la scadenza era prevista per fine anno. Il bonus resta al 110% fino al 31 marzo 2023 anche per chi, entro il 30 settembre scorso, abbia completato il 30% degli interventi. Per i lavori iniziati nel 2023, invece, si potrà comunque usufruire del superbonus al 90%, ma solo se si tratta di una prima casa non di lusso e con un limite di reddito del proprietario pari a 15.000 euro (valore che aumenta in base al numero di persone del nucleo familiare).

Il decreto Aiuti quater introduce, però, un’ulteriore novità ovvero la possibilità di fruire in 10 rate annuali di pari importo (al posso delle attuali 4) i crediti di imposta non utilizzati, previo l’invio di una comunicazione all’Agenzia delle entrate. Nel dettaglio, i crediti devono riferirsi a comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre 2022 e non ancora utilizzati.

Nessun cambiamento, invece, sui lavori ammessi al beneficio: i cosiddetti interventi “trainanti”, ovvero quelli riguardanti i lavori di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni e interventi antisismici, e gli interventi “trainati”, come ad esempio l’installazione di impianti solari fotovoltaici o di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

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Bonus ristrutturazione

Questo bonus, che prevede una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa fino a 96.000 euro, resterà in vigore, nell’attuale forma, fino alla fine del 2024. In assenza di cambiamenti, dopo quella data, il beneficio tornerà all’aliquota originale pari al 36% su un massimo di spesa di 48.000 euro.

Possono godere dell’agevolazione tutti quei lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari; se l’intervento riguarda le parti comuni degli edifici residenziali, inoltre, possono essere agevolati anche i lavori di manutenzione ordinaria.

Sisma bonus

Il sisma bonus consente ai contribuenti di detrarre fino all’85% dell’esborso sostenuto per l’adozione di misure antisismiche, con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro. L’agevolazione resterà in vigore fino al 31 dicembre 2024; dopo questa data la percentuale dovrebbe tornare al valore originale, pari al 36% (importo massimo di spesa ammesso 48.000 euro).
Gli interventi devono essere effettuati su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (le cosiddette zone 1, 2 e 3).

Ecobonus

L’Ecobonus, la cui detrazione può arrivare fino al 65% (ma massimali e percentuali di detrazione variano a seconda della tipologia di intervento), comprende tutti quei lavori volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici, come ad esempio gli interventi atti al miglioramento termico dell’edificio (es. coibentazione, sostituzione pavimenti, finestre ed infissi), l’installazione di un impianto fotovoltaico o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Il bonus resterà in vigore, con questa percentuale di detrazione, fino alla fine del 2024; dopo questa data, in assenza di cambiamenti, la percentuale passerà al 36% su un massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.

 

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Bonus mobili

L’agevolazione è per l’acquisto di mobili o elettrodomestici ad alta efficienza energetica (ad esempio non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori), solo se l’immobile è stato oggetto di interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio. Fino a fine anno la detrazione è pari 50% su acquisti fino a 10.000 euro, mentre per gli anni 2023 e 2024 il massimale di spesa scende a 5.000 euro.

Bonus acqua potabile

Il bonus, che ha tra gli obiettivi anche quello di ridurre il consumo di contenitori di plastica, spetta a chi acquista sistemi per migliorare la qualità dell’acqua erogata da acquedotto per consumo domestico. Rientrano tra i lavori ammessi, a titolo esemplificativo, l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e addizione di anidride carbonica alimentare. Il credito di imposta, in vigore fino al 31 dicembre 2023, è pari al 50% del costo di intervento su un massimale che, per le persone fisiche, è pari a 1.000 euro.

Bonus verde

Il Bonus Verde consiste in una detrazione del 36%, sino alla fine del 2024, per un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro per immobile. Tra i lavori ammessi, rientrano, ad esempio, quelli volti a sistemare le aree verdi, private, inserite in edifici, ad istallare impianti di irrigazione o pozzi, e a realizzare coperture o giardini pensili. Danno diritto all’agevolazione anche le spese di progettazione e manutenzione connesse alla realizzazione degli interventi elencati.

Bonus facciate

Si tratta di un beneficio, in scadenza a dicembre 2022, riconosciuto per le spese finalizzate al recupero o restauro della facciata esterna degli immobili che si trovano in zone classificate “A” (centro storico) o “B” (zone di completamento). Sono quindi esclusi gli edifici ubicati nelle altre aree (“C” – zona di espansione, “D” – zona produttiva ed “E” – zona agricola). La detrazione, che per l’anno in corso è del 60%, spetta esclusivamente per gli interventi realizzati sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, a meno che queste non siano visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico

 

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Il Messaggero

 

Bonus e aiuti: alcuni arriveranno in busta paga, altri direttamente a casa

 

 

A dicembre sono in arrivo alcuni bonus e aiuti direttamente in busta paga. Altri sussidi, invece, arriveranno direttamente nelle tasche dei contribuenti. I lavoratori dipendenti riceveranno entro la fine del 2022 fringe benefit esentasse più alti, il credito d’imposta, la possibilità di rateizzare le bollette e il bonus sociale per le famiglie meno abbienti.

 

Bonus e auti

Questi, in estrema sintesi, sono gli aiuti che il governo ha previsto con il Decreto Aiuti Quater, che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e di cui, ora, si attende la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale”.

Sostanzialmente siamo davanti a un intervento del valore di 9,1 miliardi di euro. È destinato a fronteggiare la crisi energetica e la questione, più generale, del caro vita. In estrema sintesi, il testo ha prorogato bonus e aiuti in busta paga, che erano già stati previsti dal precedente governo, guidato da Mario Draghi. Sono state, inoltre, introdotte alcune novità il cui scopo è quello di rendere meno complesso ai lavoratori, almeno sotto il profilo economico, l’ultima parte dell’anno. Grazie ai bonus e ai contributi che arriveranno nel corso delle prossime settimane direttamente in busta paga, il salasso delle bollette dovrebbe essere più leggero per molti italiani. Soprattutto per quelli che appartengono alla classe sociale medio-bassa e per le aziende energivore.

 

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I bonus previsti a fine anno

Gli aiuti non arrivano unicamente ai lavoratori dipendenti. Fino alla fine dell’anno è stato confermato il credito d’imposta del 40% alle aziende, che sono costrette a consumare di più. L’agevolazione arriva come uno sconto diretto nelle bollette di luce e gas. La misura è riservata alle imprese che hanno la sede sociale in Italia: permette di rateizzare gli importi eccedenti l’importo medio contabilizzato nell’intero 2021 per i consumi effettuati nel periodo 1° ottobre 2022 – 31 marzo 2023 e fatturati entro il 31 dicembre 2023.

Anche a dicembre è confermato il cosiddetto bonus sociale, che fino a oggi ha permesso di sterilizzare gli aumenti delle bollette, almeno per le famiglie con un Isee fino a 12 mila o 20 mila euro nel caso in cui si tratti di una famiglia con figli. Nel momento in cui sarà approvata la Legge di Bilancio, potrebbe cambiare il meccanismo di erogazione.

Molto probabilmente sarà eliminato il vincolo Isee. Il bonus, però, potrebbe essere limitato alle fasce sociali meno abbienti: il nuovo meccanismo, per il momento, è ancora in fase di elaborazione, ma sembra che renderà la fruizione più rapida. Sono molte le famiglie che rientrano nella platea dei potenziali beneficiari, ma non hanno ricevuto il sostegno perché non hanno ancora presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia, starebbe ragionando sulla possibilità di sfruttare la modifica per allargare ulteriormente la platea o rendere più forte lo sconto, andando a ridurre ulteriormente il costo di luce e gas per i meno abbienti.

Agevolazioni in busta paga

Tra le agevolazioni che arrivano direttamente in busta paga ci sono i fringe benefit, la cui soglia esentasse passa da 600 a 3.000 euro. I datori di lavoro potranno utilizzare questo strumento – che è totalmente a loro carico – per fornire beni e servizi ai propri dipendenti. Tra questi possono rientrare anche le utenze di luce, acqua e gas di casa.

Questi bonus, direttamente in busta paga, sono una vera e propria misura di welfare, che i datori di lavoro hanno la possibilità di erogare ai propri dipendenti, sotto forma di voucher per affrontare varie spese, come visite mediche, buoni pasto, prestiti agevolati, auto aziendali, bollette. Il precedente esecutivo, guidato da Mario Draghi, aveva portato il tetto dei fringe benefit esentasse da 258,23 a 600 euro. Il nuovo decreto ha quintuplicato la somma massima esentasse che le aziende possono erogare ai propri dipendenti.

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Wall Street Italia
Pierpaolo Molinengo